Libia: fonti “Nova”, da domenica in Italia i colloqui per salvare le elezioni di dicembre

Sarà Roma ad ospitare le riunioni di un nuovo comitato “ad hoc”

Libia

L’Italia ospiterà a partire da domenica 25 luglio una serie di colloqui che potrebbero rivelarsi decisivi per salvare le elezioni in Libia il 24 dicembre, dopo il recente fallimento dei colloqui a guida Onu tenuti a Ginevra. E’ quanto appreso “Agenzia Nova” da fonti libiche vicine al dossier, confermando le recenti dichiarazioni dell’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Jan Kubis, nel briefing al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 15 luglio scorso. Terminata la Eid al Adha, Roma dovrebbe ospitare a partire da domenica, nel primo giorno utile dopo la festività islamica, le riunioni di un nuovo comitato “ad hoc”.

Quest’ultimo è stato stabilito dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk, il parlamento monocamerale che si riunisce nell’est del Paese, per preparare una legge elettorale e tenere le elezioni (non è ancora chiaro se solo parlamentari o anche presidenziali) entro la data indicata nella road map politica del Foro di dialogo libico (Lpdf), l’organismo di 74 membri patrocinato dalle Nazioni Unite che lo scorso febbraio ha nominato l’attuale autorità esecutiva unitaria libica. La data del 24 dicembre 2021, peraltro, è altamente simbolica perché in quel giorno cadrà il 70esimo anniversario dell’indipendenza della Libia. La durata dei colloqui a Roma non è nota, ma le discussioni potrebbero durare diversi giorni. Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, alla riunione prenderanno parte personalità di alto livello della scena libica come il presidente della Camera dei rappresentanti, Aguila Saleh, il capo dell’Alta commissione elettorale della Libia, Emad al Sayeh.

L’ultima riunione dal vivo del Foro di dialogo libico (Lpdf, organismo di 74 membri patrocinato dalle Nazioni Unite che ha nominato l’attuale autorità esecutiva libica) si è conclusa senza un accordo sulla base per le elezioni. “I membri dell’Lpdf erano divisi in vari blocchi e gruppi di interesse con differenti affiliazioni (…) e non sono stati in grado di trovare un accordo sulla proposta finale per le elezioni”, ha ammesso Kubis nel suo briefing al Consiglio di sicurezza, sottolineando come “a causa di questo fallimento, la situazione in Libia stia diventando più difficile, conflittuale e tesa”.

L’ex ministro degli Esteri slovacco ha detto che “interessi istituzionali, politici e individuali ostacolano la strada verso un accordo sul necessario quadro legale per tenere le elezioni il 24 dicembre”, una data che peraltro è stata inserita nero su bianco nella risoluzione del Consiglio di sicurezza 2570, le conclusioni della Conferenza di Berlino 2 e la road map dell’Lpdf. “Tutte le nuove forze dello status quo stanno usando diverse tattiche e argomenti spesso legittimi con un solo risultato: ostruire le elezioni. Il mio predecessore, che ha avuto esperienze simili in passato, li chiamava spoilers: una descrizione accurata dato il loro approccio e il loro modo di manovrare”. La Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) “continua a facilitare gli sforzi per trovare un terreno comune, anche attraverso il comitato per il consenso dell’Lpdf stabilito a Ginevra”.

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