Libia: salito a 228 il numero dei corpi ritrovati nelle fosse comuni a Tarhuna

Lo ha detto a Nova il direttore dell'Ufficio informazioni per la ricerca e l’identificazione delle persone scomparse

Libia Tarhuna

E’ salito a 228 il numero complessivo dei corpi recuperati finora a Tarhuna, in Libia. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” il direttore dell’Ufficio informazioni dell’Autorità generale per la ricerca e l’identificazione delle persone scomparse, Abdul Aziz al Jaafari. Almeno 25 corpi non identificati sono stati recuperati oggi dei cinque siti scoperti ieri, lunedì 11 ottobre, nella discarica di Tarhuna, in Libia. L’ex Procuratrice generale presso la Corte penale internazionale (Cpi), Fatou Bensouda, aveva in precedenza affermato che la Cpi ha incontrato i sopravvissuti dei massacri delle fosse comuni, sottolineando inoltre che la squadra è in contatto con le autorità libiche. Lo scorso marzo l’Unione europea (Ue) ha imposto sanzioni contro Mohammed e Abdulrahim al Kani, leader delle milizie Al Kani, che controllavano la città di Tarhuna, per il loro coinvolgimento in esecuzioni extragiudiziali e sparizioni forzate. Lo scorso luglio, Mohammed al Kani è stato ucciso dalla milizia di Tariq bin Ziyad, guidata da Saddam Haftar, figlio del generale Khalifa, in una fattoria della città di Bengasi dove era fuggito a seguito dell’ingresso delle forze del Governo di accordo nazionale a Tarhuna.



Quanto commesso contro la città di Tarhuna e la sua popolazione è “senza precedenti e potrebbe costituire un crimine contro l’umanità” . Lo hanno affermato i vicepresidenti del Consiglio presidenziale libico, Abdullah al Lafi e Moussa al Kuni, sottolineando che il Consiglio darà seguito, con il governo di Tripoli e le autorità competenti, a tutto ciò che concerne questo dossier. Ciò è avvenuto ieri durante un incontro con l’Associazione delle vittime della città di Tarhuna. Al centro dei colloqui le questioni delle fosse comuni, delle persone scomparse, delle soluzioni alle difficoltà incontrate per identificare i corpi, oltre all’adozione delle misure legali contro i colpevoli.

I membri dell’Associazione, riferisce un comunicato del Consiglio presidenziale, hanno chiesto di conoscere rapidamente l’identità dei corpi estratti dalle fosse comuni e la sorte delle persone mancanti all’appello. I familiari delle vittime hanno richiesto di perseguire gli assassini e di lavorare all’emissione di mandati di arresto – sia nazionali che internazionali – contro di loro, oltre al risarcimento dei danni e l’istituzione di un centro di supporto psicologico in città.



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