Libia: fonti “Nova”, sei feriti negli scontri armati nella città di Zawiya

Tornano le violenze nella città di Bija, il guardiacoste accusato di traffico di esseri umani

zawiya libia

E’ di almeno sei feriti il bilancio provvisorio degli scontri armati tra milizie rivali avvenuti nella notte nella città di Zawiya, nella Libia nord-accidentate. E’ quanto ha appreso “Agenzia Nova” da testimoni locali. Gli scontri con armi medie e pesanti hanno coinvolto i miliziani guidati da Mohamed Bahroun “Al Far” (soprannominato “il Topo”) e le forze dell’Autorità di supporto alla stabilità (Ass), apparato di sicurezza che fa capo al Consiglio presidenziale di Tripoli.



Le violenze di stanotte hanno terrorizzato la popolazione civile e sono avvenute dopo settimane di calma relativa a seguito di una tregua tra i gruppi armati che si contendono il controllo di questa importante città costiera. Jalel Harchaoui, research fellow del think tank olandese Clingendael Institute, ha detto ad “Agenzia Nova” che “sebbene Zawiya a volte attraversi brevi periodi di calma, la dinamica resta molto pericolosa”. La città, infatti, è da tempo teatro di un conflitto tra Hassan, Ali e Esam Buzeriba, legati alla Brigata al Nasr, inquadrata nell’Ass e legata alla tribù degli Awlad Buhmira, e Mohammed Bahrun del Dipartimento investigativo, quest’ultimo sostenuto dai gruppi islamisti legati all’Alto Consiglio di Stato.

“La frattura è profonda e sostanzialmente impossibile da riconciliare. A Tripoli, il primo ministro Abdulhamid Dabaiba e il ministro dell’Interno Khaled Mazen hanno mostrato una propensione a rimanere pragmatici nei confronti dell’Agenzia di sostegno alla stabilizzazione, mentre il capo del Consiglio di Stato, Khaled al Mishri, non ha potere militare nella capitale. Ma la situazione a Zawiya è sostanzialmente esplosiva”, ha detto ancora Harchaoui. La città di Zawiya è molto importante nei delicati equilibri della Tripolitania non solo perché tra i punti principali delle partenze dei migranti e snodo cruciale delle esportazioni di prodotti petroliferi: le milizie di Zawiya hanno infatti giocato un ruolo di primissimo piano nella difesa della capitale Tripoli dal golpe tentato (e poi fallito) dal generale Khalifa Haftar nell’aprile del 2019. La municipalità è anche la roccaforte di Abd al-Rahman Milad, ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e carburante e di aver commesso crimini contro i migranti. Noto con il nome di “Bija”, Milad è stato rilasciato la scorsa primavera su ordine del pubblico ministero dopo che sarebbero decadute le accuse nei suoi confronti. Egli fa parte degli Awlad Buhmira, la stessa tribù della famiglia Buzeriba che rappresenta l’Ass a Zawiya.



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