Libia: fonti stampa, Haftar annuncerà candidatura alle elezioni presidenziali nelle prossime ore

La possibile discesa in campo seguirebbe di poche ore la presentazione della candidatura di Saif al Islam Gheddafi

Khalifa Haftar

Il comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, Khalifa Haftar, annuncerà la sua candidatura alle elezioni presidenziali nelle prossime ore. Lo ha riferito l’emittente televisiva di proprietà saudita “Al Arabiya”. Secondo le fonti della tv con sede a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, Haftar si è recato presso il seggio nella scuola di Salah Eddine, a Bengasi, il capoluogo nella Libia orientale, per ritirare la sua tessera elettorale in preparazione della sua candidatura ufficiale. Lo scorso 22 settembre, Haftar aveva affidato la guida delle forze militari dell’est della Libia al generale Abdul Razzq Nadori per i successivi tre mesi. L’incarico terminerà il 24 dicembre, giorno in cui dovrebbero tenersi le elezioni presidenziali in Libia. L’autosospensione di Haftar derivava dall’articolo 12 della controversa legge sulle presidenziali emanata dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk (il parlamento libico eletto nel 2014 che si riunisce nell’est del Paese), Aguila Saleh, che obbligava gli aspiranti candidati a lasciare temporaneamente ogni incarico pubblico tre mesi prima delle elezioni. Tale articolo, come del resto tutto l’iter di approvazione della legge, è stato contestato a Tripoli e potrebbe essere impugnato davanti alla giustizia.



La possibile discesa in campo di Haftar seguirebbe di poche ore la presentazione della candidatura di Saif al Islam Gheddafi, il figlio del defunto leader libico Muammar Gheddafi, che ieri ha personalmente consegnato la documentazione alla sede della Commissione elettorale libica nella città di Sebha, nella regione meridionale del Fezzan. Si è trattato della prima apparizione in pubblico di Saif al Islam Gheddafi dal 2011. Il figlio del defunto rais libico ha oggi 49 anni, parla correntemente inglese e vanta un dottorato alla London School of Economics. Durante il regime del padre Muammar stava lavorando per avviare una liberalizzazione dell’economia libica. Prima della caduta del regime nel 2011, Saif al Islam era considerato il volto moderno della Libia. Il secondogenito del defunto rais aveva recentemente manifestato, attraverso un’intervista concessa al “New York Times” lo scorso maggio (ma pubblicata a luglio), l’intenzione di candidarsi alle elezioni, eventualità che ha suscitato la reazione avversa delle milizie rivoluzionarie di Tripoli e di Misurata.

Rivoluzionari del 2011 contro Saif al Islam Gheddafi, “l’era della dittatura è finita”



La candidatura di Saif al Islam Gheddaf ha suscitato le vibranti reazioni contrarie di molti politici libici della Tripolitania, in particolare dalle fazioni protagoniste della “Rivoluzione del 17 febbraio” che rovesciò il regime libico nel 2011. “Chi crede che la Libia possa tornare all’era della dittatura dopo tutti questi sacrifici si sbaglia. I criminali, capeggiati da Saif al Islam, dovrebbero essere nelle liste dei ricercati per la giustizia e non nelle liste dei candidati alle elezioni. Accetteremo solo elezioni libere ed eque su una base costituzionale concordata”, ha commentato via Facebook Abdul Rahman Al Swehli, ex presidente dell’Alto Consiglio di Stato, considerato uno dei principali esponenti dei Fratelli musulmani in Libia.

“Saif al Islam Gheddafi è il candidato dei russi e la sua uscita pubblica confonderà americani ed europei. Potremmo presto sentire parlare della cancellazione delle elezioni o della modifica delle leggi”, ha dichiarato invece il deputato Ali Al Sibai. Secondo Zahraa Naqi, membro del Foro di dialogo politico libico, la candidatura di Saif al-Islam Gheddafi “è totalmente inaccettabile, perché è un (ex) detenuto e un ricercato dalla Corte penale internazionale ai sensi della Risoluzione 1970 del Consiglio di sicurezza. Sto aspettando che il procuratore generale Siddiq Al Sour spicchi un mandato di arresto in modo che Imad Al Sayeh, capo della Commissione elettorale, respinga la candidatura”. Secondo Jumaa al Zariqi, ex consigliere della Corte suprema libica, “il precedente regime lotta ancora per tornare: la Camera dei Rappresentanti e la Commissione stanno seguendo lo stesso percorso”. Secondo Hafez Al Ghwell, consigliere del Johns Hopkins University Foreign Policy Institute, “Saif al Islam ha un’ampia base popolare: ha buone possibilità di vittoria, se le elezioni si svolgono senza alcuna violenza da parte dei sostenitori della rivoluzione di febbraio”.

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