Libia, il ministro per l’Economia: “Noi primo partner dell’Italia in Africa”

Salama al Ghweil in un'intervista esclusiva concessa ad Agenzia Nova

Libia

La Libia rappresenta per l’Italia il principale partner strategico nel continente africano, mentre l’Italia è per la Libia una preziosa porta d’accesso ai mercati dell’Europa. Lo afferma il ministro di Stato per gli Affari economici del governo libico di unità nazionale, Salama al Ghweil, in un’intervista esclusiva concessa ad “Agenzia Nova“. L’introduzione dei ministri senza portafoglio è una novità del nuovo governo di unità nazionale guidato dal premier Abulhamid Dabaiba. Al Ghweil, già candidato al Consiglio presidenziale presso il Foro di dialogo politico libico (Ldpf), è originario della Tripolitania, la regione libica occidentale.

“La Libia è la quinta più grande fonte di petrolio e gas e l’Italia è uno dei maggiori esportatori in Africa in generale e in Libia in particolare. La presenza di molte aziende italiane in Libia conferma il grande rapporto economico. L’Italia ha sempre mantenuto la sua presenza in Libia nel settore petrolifero”, aggiunge Ghweil. “Gli aspetti della cooperazione economica e dello scambio tra i due Paesi includono diversi settori, tra i quali le infrastrutture e la tecnologia. La situazione si è deteriorata a causa delle circostanze eccezionali attraversate dalla Libia, che hanno portato a una forte diminuzione del volume degli scambi tra i due Paesi negli ultimi anni”, spiega Ghweil. L’interscambio tra Italia e Libia nel 2012, prima della crisi, era di 15 miliardi di euro. Nel 2019, nonostante il conflitto a Tripoli fosse nella fase più accesa, il valore è sceso a 5,9 miliardi di euro. “La Libia rimane il più grande e importante partner economico e il nostro Paese cerca di rafforzare questo rapporto in base agli interessi comuni e del mutuo vantaggio. Non appena la stabilità tornerà in Libia, e saranno create le condizioni adeguate nel prossimo futuro, la Libia e l’Italia potranno beneficare di nuove prospettive economiche”, continua il ministro di Stato.

La riattivazione del trattato Italia-Libia del 2008

L’Italia e la Libia stanno cercando di riattivare il Trattato di amicizia italo-libico del 2008, un documento che non solo disciplina progetti di grande rilevanza economica, ma pone anche le basi di un rapporto privilegiato. “Il Trattato di amicizia italo-libico è stato progettato per migliorare i vari aspetti della cooperazione tra la Libia da un lato e l’Italia dall’altro: dai progetti infrastrutturali di base alla cooperazione in campo scientifico, culturale, economico e industriale, senza dimenticare la cooperazione nel campo dell’energia, che costituisce il pilastro della cooperazione economica tra i due Paesi. Guardando da un punto di vista realistico, io credo che sia molto importante rivitalizzare e attivare il Trattato di amicizia italo-libico che contribuirà a far girare gli ingranaggi dell’economia italo-libica, in modo da diversificare le fonti di reddito attraverso la realizzazione di grandi progetti di investimento che genereranno profitti per entrambi i Paesi”, dichiara Ghweil.

Economia, i dossier comuni

Rispetto ai dossier economici specifici condivisi con la parte italiana attualmente allo studio, il ministro di Stato ha spiegato che sul tappeto ci sono molte idee e proposte. “Dobbiamo focalizzare l’attenzione sulle migliori opinioni ed esplorare visioni future che consentano al nostro Paese di fare un uso ottimale delle risorse economiche, del capitale umano e di comprendere le esigenze dell’attuale fase economica. Nei prossimi giorni verranno divulgati maggiori dettagli sui dossier economici di reciproco interesse tra Libia e Italia“, riferisce ancora Ghweil. Vale la pena ricordare che un primo, importante passo per la ripresa della collaborazione tra i due Paesi è stato fatto con l’organizzazione – il 17 dicembre scorso – della prima sessione della Commissione economica congiunta italo-libica (Cecil), presieduta dal sottosegretario Manlio Di Stefano e volta a passare in rassegna le questioni economiche aperte.

Gli obiettivi del governo Dabaiba

Rispetto agli obiettivi su cui sta lavorando il governo libico in questo periodo, alla luce delle difficili condizioni economiche che sta attraversando il Paese, il ministro di Stato parla di una “nuova visione “per tradurre le speranze e le aspirazioni dei cittadini in realtà: un programma dove l’iniziativa privata sarà un partner fondamentale. “Gli obiettivi più importanti sono superare la situazione attuale, entrare in una nuova fase economica che consenta una vita dignitosa per il popolo libico e rimuovere gli effetti economici negativi, a seguito della ripetuta interruzione del lavoro del settore petrolifero prima che il Governo di unità nazionale prendesse il potere. Stiamo anche lavorando per ridurre la gravità delle ripercussioni economiche derivanti dal coronavirus, date le condizioni che sta attraversando l’economia libica. Questo ha richiesto al ministero degli Affari economici di studiare molte idee per diversificare le fonti di reddito nazionale, introducendo il settore privato come partner chiave per la riforma dell’economia sistema”, aggiunge Ghweil.

I partenariati pubblico-privati

“Vogliamo evitare le distorsioni e le influenze negative che hanno colpito l’economia nazionale negli ultimi anni e affrontare le sfide che abbiano dinanzi secondo piani basati su studi scientifici che favoriscano lo sviluppo”, riferisce il ministro di Stato libico. Ghweil accenna poi alla possibilità di utilizzare la formula dei partenariati pubblico-privati: “Questo avrà un impatto positivo sul processo di sviluppo economico e sociale, sulle competenze del settore pubblico e privato, sulla partecipazione all’organizzazione e al processo di attivazione della cooperazione tra i due settori per creare vari progetti. Cerchiamo di organizzare il lavoro in un modo che contribuisca a dirigere progetti e lavori necessari al mercato del lavoro libico per svilupparlo, per far avanzare l’economia nazionale e portarla ai migliori livelli”. Le nuove prospettive per la partnership tra i settori pubblico e privato potrebbero riguardare in particolare “le infrastrutture e i servizi pubblici”, conclude Ghweil.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici anche sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram