Libia, il monito del Consiglio presidenziale: “Stop immediato degli scontri a Tripoli”

“Tutte le unità militari e di sicurezza devono rispettare la disciplina, gli ordini impartiti” aggiunge

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Il Consiglio presidenziale libico, in qualità di Comandante supremo dell’Esercito, ha invitato tutte le forze coinvolte negli scontri avvenuti oggi Tripoli a “fermarsi immediatamente e a tornare nelle proprie caserme”. Attraverso un comunicato stampa, il Consiglio presidenziale sollecita il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Mohammed al Haddad, a prendere provvedimenti immediati e invita la Procura militare ad avviare immediatamente un’indagine nei confronti dei comandanti dei gruppi armati protagonisti degli scontri avvenuti nella città di Tripoli. “Tutte le unità militari e di sicurezza devono rispettare la disciplina, gli ordini impartiti”, aggiunge il Consiglio, mettendo in guardia contro il ripetersi di “tali violazioni”.



Intanto, la missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha espresso grave preoccupazione per gli scontri armati in corso, compreso il presunto uso di fuoco indiretto, a Salah al Din, un quartiere densamente popolato di Tripoli. Attraverso un comunicato stampa, la Missione “chiede l’immediata cessazione delle ostilità e invita tutte le parti a esercitare la massima moderazione”. Unsmil “ricorda a tutte le parti i loro obblighi, ai sensi del diritto umanitario internazionale, per garantire la protezione dei civili e delle infrastrutture civili”. La missione invita tutte le autorità competenti ad assumersi le proprie responsabilità nell’assicurare la protezione dei civili e nell’esercitare il controllo sulle rispettive unità, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza e, in particolare, la risoluzione 2570, anche attraverso l’avvio di un Processo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (Ddr) e di riforma del settore della sicurezza (Ssr) per mettere tutte le armi sotto il controllo dello Stato.

Violenti scontri armati tra milizie islamiste rivali sono avvenuti all’alba di oggi a Tripoli, la capitale della Libia. A essere coinvolte sono state in particolare due formazioni armate, considerate tra le più importanti della Tripolitania: la 444ma Brigata e la milizia Ghaniwa. “Questi combattimenti riguardano il territorio, non le risorse finanziarie”, spiega ad “Agenzia Nova” l’analista Jalel Harchauoi, research fellow del think tank olandese Clingendael Institute. La 444esima brigata è tecnicamente sotto il ministero della Difesa ed è comandata dal capitano Mahmoud Hamza, miliziano seguace dell’Islam salafita, ex membro delle Forze speciali di deterrenza (Rada), potente apparato del ministero dell’Interno per combattere il terrorismo e il crimine organizzato. Dopo la guerra di Tripoli del 2019-2020, Hamza ha formato la 444ma Brigata, divenuta in breve tempo una delle principali milizie della Libia occidentale, molto attiva nella lotta al traffico di esseri umani e al contrasto del contrabbando di petrolio nella città di Bani Walid e nell’area a sud-est di Tripoli. Secondo Harchauoi, il gruppo armato gode dell’appoggio di Ankara, ma deve moderare le sue ambizioni. “La Turchia sostiene la Brigata 444esima, ma piuttosto che lanciarsi nella lotta sta cercando di evitare una guerra nella guerra di Tripoli”, ha detto Harchauoi.



La milizia Ghaniwa, invece, fa capo a Abdelghani al Kikli, tra i miliziani più potenti e noti in circolazione, già capo della Forza di sicurezza centrale di Abu Salim, ex milizia formata dopo il 2011 in uno dei più popolosi quartieri della capitale, appunto Abu Salim. Oggi la milizia Ghaniwa è inquadrata nell’Autorità di supporto alla stabilità (Ass), apparato di sicurezza creato nel gennaio 2021 che fa capo al Consiglio presidenziale. Intanto il comandante del distretto militare di Tripoli, il generale Abdel Basset Marwan, ha accusato la 444ma Brigata di non aver rispettato gli ordini e di aver partecipato a importati riunioni militari senza averne titolo.

Non solo. In un video pubblicato su Facebook, il generale Marwan ha incolpato il capitano Mahmoud Hamza di aver aperto un conto indipendente dove sarebbero stati versati 10 milioni di dinari (circa 2 milioni di dollari), in violazione delle regole: la 444ma Brigata non avrebbe una responsabilità finanziaria indipendente, ma farebbe infatti capo al Distretto militare di Tripoli. Lo stesso generale ha accusato il leader della Brigata di aver pianificato un viaggio in Turchia senza aver informato il comandante della regione della Libia occidentale. Marwan ha spiegato che la Brigata è composta da persone “che non hanno nulla a che fare con il lavoro militare e che non sono militari”.

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