Libia: il sindacato dei lavoratori di petrolio e gas minaccia di bloccare l’export

Tra le richieste dei dimostranti figurano l'aumento dei salari, l'attivazione dell'assicurazione medica e l'assistenza sanitaria

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L’Unione generale dei lavoratori del petrolio e del gas ha rinnovato la minaccia di chiudere i porti di esportazione, in segno di protesta contro il governo. Tra le richieste dei dimostranti figurano l’aumento dei salari, l’attivazione dell’assicurazione medica e l’assistenza sanitaria e l’esenzione dell’imponibile sul reddito. Il sindacato ha affermato, in un post sulla sua pagina Facebook, che il governo “sarà pienamente responsabile” dell’eventuale blocco “se le richieste dei lavoratori del settore non vengono realizzate: la decisione di ridurre la produzione, chiudere i porti e bloccare l’esportazione è l’unica scelta disponibile per i lavoratori del settore petrolifero”.



Il sindacato ha affermato che sono state inviate molte lettere e tenuti molti incontri, ma la situazione rimane bloccata. “Abbiamo ricevuto molte promesse a tutti i livelli, purtroppo nessuna stata mantenuta. I lavoratori del settore petrolifero nel periodo precedente hanno rispettato l’interesse nazionale ed hanno in alto livello di responsabilità nazionale e morale”, conclude la nota.

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