Libia: la procura militare chiede di fermare le candidature di Gheddafi e Haftar

Rukn Masoud Mesbah ha fatto riferimento a quattro presunti reati di cui è accusato il generale e alle accuse di crimi di guerra contro il secondogenito del leader libico

gheddafi haftar

Il procuratore militare il generale della Libia, Rukn Masoud Mesbah, ha rinnovato la sua richiesta di sospendere le procedure di candidatura di Saif al Islam Gheddafi e di Khalifa Haftar fino al completamento delle indagini sulle accuse nei loro confronti. In un appello rivolto al capo dell’Alta Commissione elettorale, il procuratore militare ha fatto riferimento a quattro presunti reati di cui è stato accusato Haftar e alle accuse di crimi di guerra contro il secondogenito del defunto leader libico Gheddafi. Il generale Haftar, che ha temporaneamente lasciato la guida dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) per candidarsi alle elezioni presidenziali, è accusato in particolare dell’uccisione di civili nel 2019 nella zona di Asbea, a sud della capitale libica, Tripoli, ad opera dei mercenari del gruppo russo Wagner alleati all’Lna; del bombardamento contro un centro di detenzione per migranti a Tajoura, a est di Tripoli, che ha provocato l’uccisione di 63 persone; del raid contro il Collegio militare di Tripoli in cui sono stati uccisi 26 cadetti; di un attacco alla città di Zawiya, a ovest di Tripoli, che ha causato altre vittime civili. Vale la pena ricordare che il generale Haftar è l’uomo che ha cinto d’assedio la capitale Tripoli dall’aprile 2019 al giugno 2020 in un tentativo muscolare, poi fallito, di conquistare la guida dell’intero Paese.



Per quanto riguarda Saif al Islam Gheddafi, il procuratore Mesbah ha ricordato che già lo scorso agosto era stato spiccato un mandato di arresto da parte della magistratura militare di Tripoli a seguito di un’intervista rilasciata dal figlio del defunto rais al “New York Times”. Il figlio di Gheddafi era stato condannato a morte “in absentia” dal tribunale di Tripoli nel 2015. La sentenza era stata annullata pochi mesi dopo da un’amnistia generale, ma Saif resta ricercato dalla Corte penale internazionale dell’Aia per crimini di guerra. La domanda di candidatura alle elezioni presidenziali presentata da Saif al Islam Gheddafi e da Khalifa Haftar è stata inizialmente accolta dall’Alta commissione elettorale, per via libera della Procura generale e del Dipartimento passaporti che devono ancora pronunciarsi in materia.

Intanto, l’Alta commissione elettorale della Libia terrà oggi pomeriggio una conferenza stampa sugli ultimi preparativi per la distribuzione delle tessere elettorali, dopo che il numero dei candidati alle elezioni presidenziali è salito a quota 61. La Commissione aveva annunciato sabato 20 novembre che il numero dei candidati era pari a 32. L’emittente televisiva libica ha spiegato che nel fine settimana altre 29 persone hanno presentato la propria documentazione, incluso il premier del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, portando a 61 il numero dei candidati quando mancano poche ore alla chiusura della fase di accettazione delle candidature.



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