Libia: ministero dell’Interno di Tripoli sospende il direttore della sicurezza di Sebha

Il ministro dell’Interno, Khaled Mazen, ha emesso la sospensione come “misura precauzionale”

Libia

Il ministero dell’Interno del Governo di unità nazionale della Libia ha sospeso dal servizio Muhammad Bishr, il direttore della sicurezza di Sebha, città del sud della Libia. Quest’ultimo era apparso con il volto sorridente domenica scorsa, 14 novembre, dietro Saif al Islam Gheddafi, mentre il figlio del defunto leader libico presentava i suoi documenti per la candidatura alle elezioni presenziali. Il ministro dell’Interno, Khaled Mazen, ha emesso la sospensione come “misura precauzionale” sulla base di una “corrispondenza del capo dell’Autorità di controllo amministrativo”, riferisce l’ufficio stampa del dicastero di Tripoli. Fonti libiche avevano riferito due giorni fa che le forze del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica candidato alle elezioni presidenziali, avevano spiccato un mandato di arresto contro il generale Bishr. Le stesse fonti avevano indicato che il quartier generale della sicurezza di Sebha sarebbe stato esposto a colpi di arma fuoco dopo l’apparizione di Bishr con Saif al Islam Gheddafi.



In una dichiarazione ad “Agenzia Nova”, Bashir ha negato ieri di aver assicurato la sicurezza del secondogenito di Gheddafi, su cui pende un mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini di guerra. “Non c’è stato alcun coordinamento per quanto riguarda la messa in sicurezza di Saif al Islam e del suo staff”, ha detto Bishr, che ha il grado di generale di brigata, aggiungendo che il suo compito è limitato alla protezione dei centri elettorali situati all’interno del distretto di Sebha. Rispondendo a una domanda sul presunto ordine di Haftar di arrestarlo, Bishr ha risposto secco: “La decisione non ha valore e non vale neanche il prezzo dell’inchiostro con cui è stata scritta”.

Allo stato attuale, tuttavia, non risultano conferme da Bengasi sul presunto mandato di arresto che sarebbe stato spiccato dalle forze alleate al generale Haftar. Anzi, secondo alcune voci che “Agenzia Nova” non ha potuto confermare, Saif al Islam Gheddafi si sarebbe recato a Sebha a bordo del jet aereo privato utilizzato spesso da Saddam Haftar. Secondo il quotidiano israeliano “Haaretz”, il figlio del generale libico Haftar si sarebbe recentemente recato con lo stesso aereo in Israele in cerca di sostegno diplomatico e militare in vista delle elezioni. Per l’analista Tarek Megerisi, policy fellow presso l’European Council on Foreign Relations (Ecfr), “possiamo dire che c’è una sorta di cooperazione in corso tra Saif al islam e Haftar. Quest’ultimo ha mandato nelle ultime settimane nuove truppe per garantire la sicurezza Sebha”, ha detto Megerisi.



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