Libia, portavoce parlamento: “Rimandata l’interrogazione del premier Dabaiba”

I deputati riuniti nella sede costituzionale discuteranno comunque del progetto di legge per le elezioni

Dabaiba Libia

E’ stata rimandata oggi a Tobruk, nell’est della Libia, la sessione parlamentare dedicata all’interrogazione dei membri del Governo di unità nazionale e in particolare del primo ministro ad interim, Abdulhamid Dabaiba. Lo ha confermato oggi il portavoce della Camera dei rappresentanti, Abdullah Blihaq. I deputati riuniti nella sede costituzionale del parlamento nell’est della Libia discuteranno comunque del progetto di legge per le elezioni del prossimo 24 dicembre. Ieri il governo ha inviato una lettera al Parlamento spiegando che il premier non può partecipare all’interrogazione perché impegnato in una visita all’estero, in particolare in Giordania. Tale visita, secondo la missiva, era stata programmata in anticipo, prima dell’annuncio della sessione parlamentare. Inoltre, dal governo di Tripoli hanno fatto sapere che il Parlamento deve preparare in anticipo le domande che vuole sottoporre ai suoi membri, in modo che i ministri possano prepararsi: dopodiché potrà essere fissata una data di comune accordo tra le due parti.



La sessione di oggi è stata convocata sulla base di una richiesta di undici deputati, la maggior parte dei quali vicini al generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che non riconosce il Gun. Lo scorso 27 agosto, il capo dell’esecutivo ad interim ha pubblicamente accusato in un discorso alla nazione il parlamento di ostacolare il lavoro del governo, ritardando l’approvazione del bilancio generale dello Stato per il 2021. Il presidente del parlamento, Aguila Saleh, ha minacciato che i deputati riterranno la fiducia al Gun se il premier Dabaiba non si presenterà all’interrogazione oggi, aggiungendo che egli stesso proporrà il voto di sfiducia perché non presentarsi a Tobruk – a suo dire – equivale a una mancanza di rispetto nei confronti dei rappresentanti del popolo libico. Vale la pena ricordare che l’esecutivo guidato da Dabaiba, politico e imprenditore di Misurata nominato a sorpresa dal Foro di dialogo politico (Lpdf, organismo di 74 membri patrocinato dall’Onu), ottenne la fiducia del parlamento riunito per l’occasione a Sirte con ben 132 voti a favore. Il parlamento eletto nel 2014 vanta in teoria 200 seggi, ma decine di deputati hanno rinunciato all’incarico nel corso degli ultimi sette anni.

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