Libia: rimandata a domani udienza su appello Gheddafi contro l’esclusione dalle elezioni

E’ quanto appreso da “Agenzia Nova” da fonti libiche

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E’ stata rimandata a domani l’udienza presso la Corte di appello di Sebha, nel sud della Libia, per esaminare il ricorso presentato dagli avvocati di Saif al Islam Gheddafi contro l’esclusione dalle elezioni presidenziali. E’ quanto appreso da “Agenzia Nova” da fonti libiche. La motivazione del rinvio non è ancora chiara. L’udienza odierna si è tenuta tra ingenti misure di sicurezza. Mercoledì 24 novembre, l’Alta commissione elettorale della Libia aveva respinto la candidatura del figlio di Muammar Gheddafi sulla base dell’articolo 10 della legge elettorale presidenziale, secondo cui i candidati “non dovrebbe essere condannati con sentenza definitiva per un crimine o un reato contro l’onore o la fiducia”. Saif al Islam era stato condannato a morte “in absentia” dal tribunale di Tripoli nel 2015, ma la sentenza era stata annullata pochi mesi dopo da un’amnistia generale emanata dal Parlamento di Tobruk. Ad oggi è ancora ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra. Giovedì 25 novembre, l’avvocato di Gheddafi aveva tentato di presentare ricorso presso la Corte di appello di Sebha, capoluogo della regione del Fezzan controllato dalle milizie di Haftar. Ma la brigata Tariq Bin Ziyad, gruppo armato dove serve il figlio del generale Khalifa Haftar, Saddam, ha cinto d’assedio il tribunale, cacciando i magistrati e impedendo all’avvocato Khaled Al Zaydi di presentare il ricorso. L’episodio è stato condannato dal governo di Tripoli, dalla Missione di sostengo delle Nazioni Unite in Libia del dimissionario Jan Kubis e dall’ambasciata degli Stati Uniti in Libia.



La corsa di Saif Gheddafi alle consultazioni di fine anno è attualmente oggetto di una contesa legale dagli esiti ancora incerti. E’ di oggi la notizia che la ministra degli Affari esteri del Governo di unità nazionale della Libia, Najla el Mangoush, ha invitato la missione libica presso la Corte penale internazionale (Cpi) e l’ambasciata libica all’Aia a non comunicare con “con soggetti esterni al ministero”. La titolare della diplomazia libica ha precisato in una lettera che il dicastero degli Affari esteri è l’unica parte intitolata a seguire i casi esteri dinanzi alla Cpi, avvertendo che non sono consentite visite o incontri con esponenti della Corte senza previa autorizzazione.

Intanto l’Alta Commissione elettorale nazionale della Libia (Hnec) ha annunciato l’estensione del termine per la ricezione della tessera elettorale fino a mercoledì primo dicembre. Tale proroga, spiega un comunicato stampa, giunge in considerazione della crescente richiesta delle tessere elettorali (oltre 2 milioni quelle distribuite ad oggi) e “in considerazione del fatto che alcuni elettori non hanno potuto recarsi alla distribuzione centri”. Il comunicato invita tutti i cittadini e le cittadine che si sono iscritti alle liste elettorali e che non hanno ancora ricevuto le loro tessere a recarsi negli appositi seggi al più presto. Non è tutto. L’Alto Consiglio di Stato della Libia, il “Senato” con sede a Tripoli, ha denunciato una serie di violazioni nella registrazione e ricezione delle tessere elettorali, parlando di “frode sistematica”. In un comunicato, il Consiglio ha condannato l’aggressione all’ex membro del Congresso generale nazionale, Mahmoud Abdel Aziz, da parte di alcuni membri del ministero dell’Interno responsabili della messa in sicurezza di un seggio elettorale. Abdel Aziz aveva rivelato una serie di irregolarità nella distribuzione delle tessere elettorali quando sono iniziate le violenze contro di lui. La dichiarazione del Consiglio di Stato, organismo che fa da contraltare alla Camera dei rappresentanti di Tobruk, ha invitato il ministero dell’Interno ad aprire un’indagine sui casi documentati di aggressione e a ritenere responsabili gli autori, sottolineando che seguirà questi incidenti per garantire che non si ripetano e per preservare la libertà di espressione.



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