Libia: si dimette il sottosegretario al ministero del Petrolio

Rifaat Al Abbar ha presentato le sue dimissioni al primo ministro del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba

Dabaiba Libia

Il sottosegretario al ministero del Petrolio e del gas della Libia, Rifaat Al Abbar, ha presentato le sue dimissioni al primo ministro del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba. Lo riferisce un post sulla pagina Facebook ufficiale dell’ufficio stampa del governo libico. “A causa delle mie circostanze speciali, sto presentando le mie dimissioni dall’incarico che assegnatomi come sottosegretario del ministero del Petrolio e del gas responsabile degli affari relativi alla produzione”, si legge nella lettera di dimissioni. Al Abbar ha parlato della sua cooperazione con il ministro del Petrolio durante l’ultimo periodo, estendendo i suoi “sinceri ringraziamenti al ministro del Petrolio e del gas per la cooperazione e il trattamento ricevuto durante il mio periodo di lavoro”.



Le dimissioni si inseriscono nel contesto del recente terremoto che ha scosso i vertici della National Oil Corporation (Noc), l’unica compagnia libica a fornire introiti al Paese membro del cartello petrolifero Opec. Il ministro del Petrolio e del Gas del governo di unità nazionale libico, Mohamed Aoun, ha cercato di detronizzare Mustafa Sanallah, suo rivale di vecchia data, per insediare al posto di quest’ultimo Jadallah al Awkali, membro del Consiglio di amministrazione in quota Cirenaica.

Sanallah non solo non si è dimesso, ma è stato confermato dal premier Dabaiba. Il primo ministro, del resto, non sembra avere alcuna intenzione modificare l’assetto della compagnia che fornisce reddito al Paese in un momento politico delicatissimo, a poco meno di 90 giorni dalle elezioni del 24 dicembre. Per questo motivo, il 14 settembre il premier ha firmato un decreto per annullare la sospensione di Sanallah richiesta da Aoun, ristabilendo di fatto i pieni poteri del numero uno della Noc. Intanto, i manifestanti legati alle Guardie petrolifere libiche dell’est della Libia, milizie incaricate in teoria di proteggere i siti di stoccaggio e i giacimenti, hanno bloccato nei giorni scorsi le esportazioni di idrocarburi in Cirenaica. Tra le richieste dei dimostranti, c’erano le dimissioni di Sanallah e di Al Abbar. Ora la situazione delle proteste sembra essersi risolta, ma l’episodio evoca ricordi nefasti e la dice lunga sulla precarietà del settore petrolifero libico.



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