Libia: violenti scontri con armi pesanti a Zawiya

Gli scontri sono avvenuto tra la milizia di Mohamed al Bahrun e l'Autorità di supporto alla stabilità (Ass)

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Violenti scontri con armi pesanti sono scoppiati ieri sera tra la milizia di Mohamed al Bahrun, soprannominato “Il Topo”, e l’Autorità di supporto alla stabilità (Ass), apparato di sicurezza creato nel gennaio 2021 dal premier dell’ex Governo di accordo nazionale libico (Gna) Fayez Sarraj, all’ingresso della città di Zawiya, nella Libia occidentale. Lo ha riferito l’emittente televisiva di proprietà saudita “Al Arabiya”, affermando che gli scontri sono iniziati dopo l’uccisione di un membro dell’Autorità di supporto alla stabilità e sono stati utilizzati diversi tipi di armi pesanti, mentre sono stati chiusi i cancelli di sicurezza e le strade principali.



Jalel Harchaoui, research fellow del think tank olandese Clingendael Institute, aveva detto ad “Agenzia Nova” lo scorso 26 ottobre che “sebbene Zawiya a volte attraversi brevi periodi di calma, la dinamica resta molto pericolosa”. La città, infatti, è da tempo teatro di un conflitto tra Hassan, Ali e Esam Buzeriba, legati alla Brigata al Nasr, inquadrata nell’Ass e legata alla tribù degli Awlad Buhmira, e Mohammed Bahrun del Dipartimento investigativo, quest’ultimo sostenuto dai gruppi islamisti legati all’Alto Consiglio di Stato.

“La frattura è profonda e sostanzialmente impossibile da riconciliare. A Tripoli, il primo ministro Abdulhamid Dabaiba e il ministro dell’Interno Khaled Mazen hanno mostrato una propensione a rimanere pragmatici nei confronti dell’Agenzia di sostegno alla stabilizzazione, mentre il capo del Consiglio di Stato, Khaled al Mishri, non ha potere militare nella capitale. Ma la situazione a Zawiya è sostanzialmente esplosiva”, ha detto ancora Harchaoui. La città di Zawiya è molto importante nei delicati equilibri della Tripolitania non solo perché tra i punti principali delle partenze dei migranti e snodo cruciale delle esportazioni di prodotti petroliferi: le milizie di Zawiya hanno infatti giocato un ruolo di primissimo piano nella difesa della capitale Tripoli dal golpe tentato (e poi fallito) dal generale Khalifa Haftar nell’aprile del 2019. La municipalità è anche la roccaforte di Abd al-Rahman Milad, ufficiale della Guardia costiera libica accusato di traffico di esseri umani e carburante e di aver commesso crimini contro i migranti. Noto con il nome di “Bija”, Milad è stato rilasciato la scorsa primavera su ordine del pubblico ministero dopo che sarebbero decadute le accuse nei suoi confronti. Egli fa parte degli Awlad Buhmira, la stessa tribù della famiglia Buzeriba che rappresenta l’Ass a Zawiya.



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