Liguria, Friuli e Veneto verso la zona gialla, Toti chiede restrizioni per i non immunizzati

Resta buona la pressione ospedaliera sia in terapia intensiva che nei reparti

zona gialla

Non solo Friuli Venezia Giulia e Veneto, anche la Liguria si starebbe avviando verso la zona gialla. A dirlo il presidente della Regione, Giovanni Toti, secondo cui tra 14 giorni il rischio di restrizioni sarà concreto: “Non si può escludere, dipenderà da noi, dalla nostra serietà, da quanto ci vaccineremo, da come ci comporteremo. Fortunatamente comunque la pressione sugli ospedali ancora non è preoccupante” ha detto al “Corriere della Sera”. Toti è contrario a chiusure che “farebbero danni gravissimi al Paese” ma chiede una politica più restrittiva del green pass e del tamponi e, se servirà, a misure “di contenimento” solo per chi non avesse completato il ciclo vaccinale. Senza cambiare linea: “Ci dicevano che il green pass c’è solo in Italia, che le nostre erano rigidità inutili… Beh, possiamo dirlo ora: meno male che abbiamo avuto il coraggio anche di fare forzature. In Germania, in Austria, Olanda adesso ci vengono dietro, pagando un prezzo molto più alto del nostro. Un po’ di sano orgoglio nazionale ci sta”.



Ieri il presidente del Friuli, Massimiliano Fedriga, ha annunciato “credo che andremo in zona gialla, un’area le cui misure non mi preoccupano perché ancora molto contenute, mi preoccupa la tappa successiva, il passaggio alla zona arancione che sarebbe drammatico per l’economia, è una cosa che non possiamo permetterci”, ha aggiunto. “Dalla zona arancione in su credo che il prezzo delle chiusure non le possano pagare i vaccinati”, ha ribadito Fedriga.

Per quanto riguarda il Veneto, invece, è il presidente Luca Zaia a lanciare l’allarme nel corso di una conferenza stampa: “C’è preoccupazione nel gestire questo incremento di contagi lento e inesorabile e probabilmente passeremo anche in arancione e rossa se non si fermerà”. “Io ho speranza che questo incremento si fermi – ha aggiunto -. Fortunatamente abbiamo però le vaccinazioni”. “Davanti a mille contagiati – ha spiegato Zaia – non abbiamo ospedali pieni proprio perché abbiamo il vaccino. E’ stata fatta una proiezione: in una situazione come questa, senza vaccini, ci sarebbero 1.600 persone ricoverate”. L’occupazione ospedaliera invece “è ancora gestibile con 381 ricoverati ma comincia a farsi sentire con oltre 400 persone in terapia intensiva tra pazienti Covid e non Covid”, ha però precisato.
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