L’Italia accelera sullo Sputnik V, attesi nei prossimi giorni gli esperti del Centro Gamaleja

Fonti di “Agenzia Nova” riferiscono che già mercoledì sarebbe atteso in Italia un team di esperti che ha sviluppato il vaccino russo

grecia

L’Italia prova ad accelerare sullo Sputnik V, il vaccino russo contro il coronavirus. Fonti sanitarie di “Agenzia Nova”, infatti, riferiscono che già mercoledì sarebbe atteso in Italia un team di esperti del Centro Gamaleja, la struttura che ha sviluppato lo Sputnik V. Un’informazione che, se confermata, anticiperebbe la scadenza indicata proprio oggi da Aleksander Gintsburg, direttore del Centro Gamaleja, che durante un incontro con il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che “letteralmente in una settimana” una squadra di suoi collaboratori è attesa in Italia per “portare dei campioni di protoplasma delle persone vaccinate con lo Sputnik V per testarli” anche su diverse varianti del Covid. D’altronde nei giorni scorsi il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato che “presto” ci sarà la firma dell’accordo di collaborazione scientifica tra l’istituto Spallanzani di Roma e l’istituto Gamaleja di Mosca per valutare la copertura delle varianti anche del vaccino Sputnik V. “Fra qualche giorno verrà stipulato con l’Istituto Spallanzani un primo accordo per una sperimentazione sotto forma scientifica con il vaccino Sputnik, in attesa di autorizzazione formale dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), per quanto riguardo lo studio sulle varianti”, ha affermato Zingaretti sabato scorso. Secondo il presidente della Regione, peraltro, “questa è un’altra buona notizia perché ci permette di fare un salto in avanti rispetto alla necessità, in questo momento, di approvvigionamento dei vaccini”.



Lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi, nei giorni scorsi – pur rimarcando l’importanza del coordinamento a livello europeo – ha parlato chiaramente della necessità di un approccio più pragmatico nella questione delle forniture di vaccini contro il Covid. “Bisogna essere pratici. Il coordinamento europeo ha un grandissimo valore aggiunto, l’ho sempre sostenuto ma qui però si tratta della salute. Quindi se il coordinamento europeo funziona, bene. Sennò bisogna andare per conto proprio. Questo è il pragmatismo a cui stavo facendo riferimento prima”, ha detto Draghi, una posizione che di fatta mostra come l’Italia sia pronta ad agire in autonomia nel caso in cui l’Ue decida di non provvedere all’acquisto e distribuzione del preparato del Centro Gamaleja. Dall’Ema, peraltro, al momento non giungono novità sul processo di revisione del vaccino russo, mentre da Mosca – per bocca del ministro Salute, Mikhail Murashko – rimbalza la notizia che un gruppo di esperti dell’Agenzia europea giungerà nella Federazione Russa il 10 aprile per supervisionare i test clinici effettuati sullo Sputnik V.

 



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