Lopez Obrador: “Gli Usa mostrino grandezza e tolgano l’embargo a Cuba”

Privilegiando "il rispetto reciproco" il presidente ha ribadito l'invito "rispettoso" a rimuovere la misura

Andrés Manuel Lopez Obrador - messico

Il presidente del Messico, Andrés Manuel Lopez Obrador, ha chiesto all’omologo statunitense, Joe Biden, di “mostrare grandezza” e mettere fine al pluridecennale embargo contro Cuba, esaltando la resistenza dell’isola e il suo diritto a vivere in modo “libero e indipendente”.



“Detto in tutta franchezza, non è una bella cosa che il governo degli Stati Uniti usi l’embargo per impedire il benessere del popolo cubano, con l’obiettivo che questo, obbligato dalla necessità, debba affrontare il suo stesso governo”, ha detto giovedì Lopez Obrador durante la sfilata militare che precede la festa dell’Indipendenza, al fianco dello stesso presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel. “Se una strategia di questo tipo dovesse avere successo”, ha proseguito il capo dello Stato, “sarebbe una vittoria di Pirro, vile e canagliesca, una macchia che neanche tutte le acque degli oceani potrebbero lavare”. Privilegiando “il rispetto reciproco ” alla “prepotenza”, il presidente messicano ha ribadito l’invito “rispettoso” a rimuovere la misura, “perché nessuno Stato ha diritto di sottomettere un altro popolo o un altro Paese”.

“Amlo” ha quindi elogiato il popolo cubano, meritevole “del premio dignità” per la prolungata resistenza alla pressione. “Possiamo essere d’accordo o meno con la Rivoluzione cubana, ma aver resistito per 62 anni senza sottomettersi è una indiscutibile impresa storica”, ha detto il presidente alla presenza, tra gli altri, del nuovo ambasciatore statunitense a Città del Messico, Ken Salazar. Forte del più volte menzionato principio costituzionale di non ingerenza negli affari di Paesi terzi, Lopez Obrador ha anche difeso la scelta di concedere a Diaz-Canel la parola durante la sfilata militare e uno spazio di primo piano nelle celebrazioni. Generando altre polemiche, il presidente ha dedicato alla “indipendenza di Cuba” uno dei “Viva” che tradizionalmente accompagnano la memoria l’avvio del processo anche avrebbe liberato i messicani dal giogo spagnolo.



Diaz-Canel ha da parte sua ringraziato per l’invito, arrivato nel pieno di una “campagna di odio, disinformazione e guerre multidimensionale” contro Cuba. “Sotto il fuoco di questa guerra totale, la solidarietà del Messico con Cuna ha acceso nel nostro popolo un’ammirazioni ancora maggiore e il ringraziamento più profondo. Mi permetta di dire caro presidente che Cuba ricorderà sempre le sue espressioni di appoggio, il suo cotante appello all’eliminazione dell’embargo”, ha aggiunto. Un saluto è arrivato anche dal presidente Biden che ha definito il Messico “uno dei nostri soci più apprezzati. Assieme siamo capaci di promuovere in nostri interessi reciproci e cooperare per affrontare sfide congiunte”.

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