L’Università Bicocca dedica un’aula a Giulio Regeni

Si tratta di un piccolo segno, ma duraturo”, ha detto durante il suo intervento la rettrice

regeni

Da oggi l’aula U9-1 dell’Università di Milano-Bicocca porta il nome di Giulio Regeni, il giovane ricercatore sequestrato e ucciso in Egitto nel 2016. Per l’occasione, l’ateneo milanese ha organizzato un incontro per gli studenti con i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni. “Una delle aule più belle che abbiamo è dedicata a lui e sarà sempre così. Si tratta di un piccolo segno, ma duraturo”, ha detto durante il suo intervento la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni.

“Ognuno di noi sente Giulio come un nostro studente di dottorato – ha aggiunto la rettrice –, come un membro della nostra accademia. E ognuno di noi sente di voler conoscere la verità. È una battaglia che deve essere portata avanti per l’intero Paese e per il sistema accademico”. Durante l’incontro è intervenuto anche il presidente del consiglio degli studenti, Filippo Cucchetto, riconoscendo nel giovane ricercatore ucciso “il simbolo e il concetto del ‘sapere aude’, cioè la libertà di perseguire il sapere, ma anche il coraggio di rincorrere la verità in tutte le sue forme”.

“Noi da cinque anni e più stiamo cercando verità e giustizia” ha detto Claudio Regeni, il padre di Giulio. “Lo facciamo ha sottolineato – innanzitutto con il nostro avvocato, che ci è accanto giorno e notte, e insieme alla procura di Roma, che continua a collaborare per aiutarci nel nostro percorso. A noi si sono aggiunti migliaia di cittadini italiani ed esteri che sostengono questa ricerca perché sentono che non è più una questione privata, ma di tutti”.

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