Macron sul massacro degli algerini del 17 novembre 1961: “Crimini imperdonabili”

Il presidente ha parlato di "sanguinosa repressione" che non onora la Repubblica

macron

La Francia guarda “con lucidità a tutta la sua storia e riconosce chiaramente le sue responsabilità stabilite”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, in occasione del tributo che si è tenuto oggi a Colombes, nel dipartimento francese Hauts-de-Seine, a margine dei 60 anni del massacro degli algerini del 17 ottobre 1961 a Parigi.



Macron ha denunciato “crimini imperdonabili per la Repubblica”, andando così oltre con la “sanguinosa repressione” ammessa dal suo predecessore, Francois Hollande, nel 2012. Il capo dello Stato “ha riconosciuto i fatti: i crimini commessi quella notte sotto l’autorità del prefetto di Parigi, Maurice Papon, sono imperdonabili per la Repubblica”, si legge in un comunicato dell’Eliseo, diffuso subito dopo una cerimonia sulle rive del la Senna, nei pressi del ponte Bezons, preso in prestito 60 anni fa dai manifestanti algerini giunti dalla vicina baraccopoli di Nanterre.

Il 17 ottobre 1961 oltre un centinaio di algerini che manifestavano pacificamente a Parigi furono uccisi dalla polizia.



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