Mali, proteste anti-francesi davanti all’ambasciata russa di Bamako

Un centinaio di persone hanno chiesto l'intervento militare di Mosca ai danni della Francia

mali

Un centinaio di persone hanno manifestato ieri davanti all’ambasciata russa a Bamako per chiedere l’intervento militare russo ai danni della Francia, presente in Mali nell’ambito dell’operazione Barkhane. Diversi video e foto che circolano sulla rete mostrano un gruppo di persone, radunate intorno alla statua della piazza Kontoro ni Saané, esporre bandiere russe e maliane. Si tratta della seconda manifestazione in due giorni per sostenere anche il colpo di Stato che mercoledì scorso ha portato alle dimissioni del presidente di Transizione, Bah N’Daw, e del suo primo ministro Mocrat Ouane, che dopo tre giorni di detenzione, sono stati rilasciati ieri dai militari golpisti guidati dal colonnello Assimi Goita. L’episodio ricorda quello dello scorso 22 settembre, giorno in cui in Mali ricorreva il 60mo anniversario dell’indipendenza dalla Francia: in quell’occasione, al grido dello slogan “France dégage!” (“Francia sloggia!”), oltre un centinaio di persone si erano radunate davanti all’ambasciata francese a Bamako per contestare la presenza militare di Parigi (l’operazione anti-jihadista Barkhane conta attualmente oltre 5 mila uomini sul campo) a fronte di continue violenze ai danni degli abitanti locali. Non ci sono notizie di scontri, ed anche a settembre la manifestazione si era svolta pacificamente.



In quel frangente, nonostante agenti delle forze di sicurezza fossero stati posizionati lungo il percorso della manifestazione e in prossimità degli edifici sensibili, la protesta non fu repressa: la giunta militare era in quel momento salita al potere da poco più di un mese dopo il colpo di Stato del 18 agosto che aveva portato alla destituzione del presidente Ibrahim Boubacar Keita. Le proteste anti-francesi non sono nuove in Mali: gli attivisti di Yerewolo avevano già indetto una manifestazione contro la Francia anche il 10 gennaio del 2020, pochi mesi prima del primo golpe, chiedendo con forza alle truppe francesi in Mali di lasciare il Paese. Oltre ai cartelli in cui si augurava la “morte alla Francia ed ai suoi alleati”, infatti, nella protesta di settembre i manifestanti hanno anche espresso platealmente il loro sostegno ad una maggiore cooperazione militare con la Russia, Paese che ha contribuito ad addestrare diversi membri della giunta golpista che ha preso il potere ad agosto e il cui leader Goita ha assunto le funzioni di capo dello Stato.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici anche sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram