Manifestazioni in tutto il Mali contro le sanzioni Cedeao

Borrell: "Presto riunione con Paesi del Sahel per discutere nuove sanzioni"

mali bamako

Su appello del governo militare di transizione del Mali, migliaia di persone sono scese in strada in diverse città del Paese per protestare contro le sanzioni imposte a Bamako dalla Comunità dei Paesi dell’Africa occidentale (Cedeao). Come testimoniato da immagini e video circolanti su Twitter, partecipate manifestazioni sono in corso nelle città meridionali di Koutiala, Bougouni e Kita, mentre nella capitale Bamako l’appuntamento è nella piazza dell’Indipendenza, dove parlerà il primo ministro Choguel Maiga. Nel fare appello ai concittadini maliani a manifestare il proprio disaccordo contro la comunità internazionale, secondo l’analista Serge Daniel intervistato da “Rfi” le autorità di transizione sperano di dare oggi una manifestazione di forza e unità nazionale, facendo convergere nel centro della capitale migliaia di persone. A questo scopo, la preghiera del venerdi si terrà in piazza, e si attende che tutte le personalità politiche presenti facciano interventi per denunciare le sanzioni internazionali.



Nella riunione tenuta domenica scorsa ad Accra, i leader della Cedeao hanno imposto nuove sanzioni al Mali dopo la decisione della giunta militare di Bamako di restare al potere per altri quattro e di rinviare le elezioni presidenziali inizialmente fissate al mese prossimo. Le misure, si legge in un comunicato diffuso al termine della riunione, prevedono la chiusura delle frontiere terrestri e aeree con altri Paesi appartenenti al blocco regionale, il divieto di viaggio e il congelamento delle attività finanziarie di tutti i membri dell’autorità di transizione e delle rispettive famiglie. Nelle sue osservazioni, il capo di Stato del Burkina Faso e presidente di turno della Cedeao, Roch Marc Christian Kabore, ha affermato che la proposta di prolungare il tempo al potere della giunta desta preoccupazione per l’intera regione dell’Africa occidentale. “Per quanto siamo consapevoli della complessità della situazione in questo Paese, siamo anche convinti che tutte le riforme politiche, economiche e sociali volte a ricostruire il Mali possano essere attuate solo da autorità elette democraticamente”, ha affermato Kabore. La giunta guidata dal colonnello Assimi Goita inizialmente aveva accettato di tenere nuove elezioni alla fine febbraio, come richiesto dalla Cedeao, salvo poi annunciare il rinvio del voto al 2026.

L’Unione europea terrà prossimamente una riunione ministeriale con i cinque Paesi del Sahel e continuerà a lavorare sulle sanzioni da imporre contro chi ostacola la transizione democratica in Mali. Lo ha annunciato l’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, che nel corso di una conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio informale degli Affari esteri a Brest ha definito la situazione “preoccupante”. Sul Mali Ue e Paesi regionali condividono “le stesse preoccupazioni” e “la situazione non va nella giusta direzione e non ci sono segnali positivi, al contrario”, ha detto Borrell, precisando tuttavia che se “rimaniamo impegnati nel Sahel”, questo non avverrà “a qualunque prezzo”. “Abbiamo concordato con i Paesi il pieno sostegno e il fronte unito con la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao)“, ha proseguito Borrell. “Manteniamo la nostra attività e la nostra missione di formazione delle forze armate e di sicurezza del Mali e la sospensione del sostegno al budget”. A livello diplomatico “ho convocato un ministeriale tra Ue e i cinque ministri degli Affari esteri del Sahel e questa sarà seguita da una riunione della coalizione Sahel che sarà convocata dalla Francia”, ha concluso.

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