Marino (Ansaldo Energia) illustra a “Nova” il piano al 2024 dopo un anno di pandemia

Transizione energetica e sostenibilità: i driver di sviluppo di Ansaldo Energia

Transizione energetica, sostenibilità e un riposizionamento strategico sul piano internazionale. Sono questi i driver di sviluppo a cui Ansaldo Energia guarda nel suo piano al 2024, illustrati dall’amministratore delegato, Giuseppe Marino, in un’intervista ad “Agenzia Novadopo un anno dall’imposizione della prima serrata nazionale a causa della pandemia. Un banco di prova importante per l’ingegnere, alla guida della società da ottobre del 2019, che ha visto l’azienda chiudere il 2020 con incrementi consistenti in termini di ricavi, ordini e margine operativo lordo (Ebitda) nonostante il contesto sfidante. Una crescita che, secondo l’Ad, proseguirà più forte anche nell’anno corrente, per il quale “ci aspettiamo un aumento superiore al 20 per cento”. “Facciamo queste previsioni forti della presa ordini degli ultimi due anni, che nel 2020 ha avuto un rapporto sui ricavi pari a 1,3 e garantisce una copertura per l’intero 2021, consentendoci di mantenere la velocità di uscita registrata alla fine del precedente esercizio”, ha affermato Marino, che in precedenza – alla diffusione dei conti 2020 – ha definito il 2021 “l’anno del consolidamento”.



Un anno che la società inizia con forte slancio, puntando a rafforzare il suo ruolo di “importante realtà industriale e tecnologica italiana” sfruttando le opportunità legate alla transizione energetica, alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica: trend che hanno subito un’inevitabile accelerazione a causa della pandemia, e che nella strategia di Ansaldo Energia rappresentano una priorità. “Al mondo sono solo quattro le aziende che possiedono la tecnologia necessaria alla produzione di turbine a gas, e possiamo dire con orgoglio di averne una in Italia che rappresenta una importante barriera d’ingresso alla concorrenza”, ha spiegato Marino, ribadendo l’importanza dell’azienda per il sistema Paese nel controllo delle fonti energetiche. Un ruolo “strategico” in termini economici – la società conta 3.300 dipendenti, con un indotto che arriva a 15 mila e 500 milioni di speso per gli acquisti solo in Italia – ma anche tecnologici, grazie alla collaborazione con 40 tra università e centri di ricerca “che, con il follow up tecnologico di macchine così complesse, ha ricadute importanti sullo sviluppo del know-how del paese”. Altrettanto forte l’attenzione alla sostenibilità: Marino ha ricordato che le turbine prodotte da Ansaldo Energia possono andare a idrogeno, e quindi “rafforzare la produttività del Paese abbattendo il costo di euro/chilowattora e al contempo le emissioni di CO2”.

Su questi tre driver, ha aggiunto l’ingegnere, si basa anche la maxi turbina Gt36 presentata lo scorso novembre, destinata ad alimentare l’impianto a ciclo combinato di Edison a Porto Marghera. “Un prodotto di punta, presentato in linea con i tempi nonostante la pandemia e che ha trascinato parecchi driver sia sul piano economico – grazie alla collaborazione con oltre 250 fornitori, più della metà italiani, e ai 600 milioni di investimenti – sia sul fronte produttivo e tecnologico, dal momento che fornire energia elettrica a prezzi competitivi impatta direttamente sulla competitività del Paese”, ha spiegato. Molte le sfide che la società dovrà affrontare da qui al 2024, ed è con questa prospettiva che l’anno scorso è stato completato l’aumento di capitale sulla base di un piano strategico “forte, articolato su quattro direttrici: una presa di ordini importante, che sfrutti il mercato della transizione energetica; azioni forti sul ciclo di conversione della cassa e sulla riduzione del capitale circolante; attività di efficientamento, con il riequilibrio degli indiretti sui diretti; e il riposizionamento delle nostre consociate nel mondo”.



Un piano fortemente orientato ai trend del momento, e in particolar modo alla decarbonizzazione che “continua ad offrire opportunità significative”. Ribadendo la necessità di chiudere al più presto le centrali a carbone, Marino ha indicato il gas come “un’energia di transizione e la strada da seguire in questo processo, dal momento che permette di abbattere il 40 per cento delle emissioni: inoltre, le nostre turbine sono già pronte per l’utilizzo di idrogeno verde, che non appena sarà disponibile ci consentirà di essere completamente neutrali”. Non solo: secondo l’ingegnere “la produzione da gas naturale dovrà necessariamente compensare le rinnovabili, che sono per definizione cicliche”. Un settore, quello delle rinnovabili, su cui Ansaldo Energia ha già espresso il proprio interesse, e in cui è necessario andare “molto rapidamente: il mercato evolve rapidamente e vogliamo fare i passi giusti, senza entrare in eventuali bolle”. Con questo obiettivo, l’Ad ha annunciato di aver autorizzato un’analisi per lo sviluppo “di una nuova società green in cui faremo confluire le joint venture, i brevetti e le attività che vogliamo portare avanti in questo campo, al fine di valorizzare la nostra tecnologia e anche la città di Genova”.

Una capacità, quella di Ansaldo Energia, che consente poi di guardare anche ai mercati internazionali, dove l’ingegnere ha affermato di voler riposizionare le consociate, alla luce anche delle conseguenze associate alla pandemia che “cambiano gli equilibri”. Restano importanti i paesi del Golfo, nonostante il “rallentamento di ordini dovuto al valore basso del petrolio”, mentre sono “cresciuti i paesi legati alla Cina e allo sviluppo orientale” e “potrebbero aprirsi mercati interessanti nei paesi del mondo russo, che dipendono fortemente dal gas”. Alle numerose opportunità sul piano globale, ha continuato Marino, Ansaldo Energia guarda con fiducia e “senza preoccupazioni legate alla diminuzione della quota detenuta da Shanghai Electric”. Con l’aumento del capitale da 450 milioni dell’anno scorso, che il socio cinese “ha deciso di non sottoscrivere essendo la loro strategia più focalizzata sulla Cina”, la quota detenuta da Cassa depositi e prestiti attraverso Cdp Equity è salita all’88 per cento. “Forti dei nostri risultati nel 2020, non crediamo che ci saranno problemi a causa di questa situazione: dalla Cina proviene meno del 10 per cento dei nostri ricavi, e in un mercato in rapida evoluzione dobbiamo essere liberi di muoverci con altri partner nel mondo per essere leader nella transizione energetica”, ha affermato Marino.

Sulle modalità con cui la società ha affrontato e affronterà le restrizioni associate alla pandemia, l’ingegnere ha ribadito come la tutela della salute dei lavoratori resti “al primo posto: abbiamo ripreso l’attività in modo graduale dialogando con dipendenti e sindacati, e ci stiamo già muovendo con Confindustria per iniziare a fare i vaccini”. Il 2020, ha continuato, è stato l’anno della prima serrata e “abbiamo avuto 40 giorni di fermata, perché non avevamo un codice Ateco per lavorare: ma già alla fine di aprile abbiamo fatto un accordo sindacale per lavorare i sabati, le domeniche e ad agosto per recuperare il tempo perduto”. Su 40 giornate perdute, ha aggiunto, ne “abbiamo recuperate oltre 25 ed è anche grazie a questo che siamo riusciti a reggere: i nostri lavoratori non hanno mai mollato e hanno dato un contributo significativo al raggiungimento dei risultati”. E proprio sul fronte occupazionale, dopo il riequilibrio tra indiretti e diretti, Ansaldo Energia vuole continuare ad assumere. “Forti di una presa ordini importante, nel 2021 vogliamo assumere 124 personale diretto da inserire nel nostro ciclo di Genova”, ha annunciato.

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