Marocco: il vaccino cinese è inefficace, il Paese rischia una nuova quarantena

Il Regno nordafricano potrebbe registare 8 mila casi di Covid al giorno ad agosto

sinopharm

Il Marocco potrebbe subire una nuova quarantena anti-Covid nel pieno della stagione turistica. Nonostante l’ampia diffusione del Sinopharm, il vaccino cinese la cui efficacia suscita tuttavia perplessità, il Regno nordafricano potrebbe registrare una media di 8 mila casi al giorno ad agosto, il picco più alto mai registrato da inizio pandemia, se non verranno prese subito misure di contenimento dei contagi. A lanciare l’allarme è stato ieri il primo ministro marocchino, Saadeddine el Othmani, sottolineando che il Comitato scientifico ha proposto l’applicazione di misure più stringenti per contrastare la diffusione dell’epidemia. Da parte sua, il governo marocchino si riserva di decidere di introdurre nuove misure con gradualità e di valutare eventualmente l’andamento dell’epidemia nelle prossime tre settimane. L’ultima parola, peraltro, spetta al re Mohamed VI. Ma secondo quanto riferisce il quotidiano “Al Yaoum 24”, il premier ha aggiunto che se i casi continueranno ad aumentare seguendo questo andamento, l’introduzione di nuove misure contenitive sarà inevitabile.

Secondo il ministero della Salute, il numero di casi positivi a Covid-19 in Marocco è notevolmente aumentato nelle ultime due settimane. In particolare, il capo del dipartimento delle malattie infettive, Abdelkrim Meziane Belleufquih, ha riportato un “aumento significativo” del 91 per cento dei casi positivi durante il periodo dal sei al 19 luglio, confermando nel Regno è in atto una quarta ondata di diffusione del virus. L’ultimo bollettino diffuso dalle autorità segnala 3.631 contagi e 20 decessi: numeri ancora lontani dal picco di oltre 6.000 casi e 90 morti registrato nel novembre 2020, ma comunque allarmanti. Soprattutto perché il Marocco è il Paese più avanti di tutti nella campagna di vaccinazione in Africa: il 30 per cento del popolazione, infatti, ha ricevuto almeno una dose (principalmente del vaccino prodotto dalla Cina). Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute marocchino, 9,7 milioni di persone hanno ricevuto entrambe le dosi e hanno completato il ciclo vaccinale, su una popolazione totale di 37 milioni.

El Othmani ha assicurato che non sono stati registrati casi critici tra le persone vaccinate, che tuttavia possono essere contagiate e trasmettere il virus. Il timore è che la situazione epidemiologica del Marocco possa seguire un’evoluzione simile all’Indonesia, dove almeno 114 medici sono deceduti per Covid-19 tra il primo e il 17 luglio scorsi, nonostante il 95 per cento degli operatori sanitari sia vaccinato con il Sinovac. Secondo il portale di approfondimento politico statunitense “Axios”, quattro tra i Paesi che si sono affidati ai vaccini di produzione cinese per contenere la pandemia di Covid-19 sono tra i dieci che nell’ultima hanno registrato i più alti tassi di contagio a giugno. Per Mario Calvo Arellano, direttore dell’Istituto di medicina della Universidad Austral del Cile e membro della squadra del ministero delle Scienze per la strategia vaccinale Covid-19, le autorità cilene sono sempre state consapevoli della bassa efficacia del vaccino anti Covid-19 prodotto dalla casa farmaceutica cinese Sinovac, “ma non potevano aspettare di disporre di vaccini migliori”.

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