Mattarella: “I vaccini sono stati un referendum, 9 a 1 per la scienza”

Il presidente è intervenuto all’inaugurazione dell’anno accademico dell'Università “La Sapienza” di Roma

Mattarella

Si è svolta stamattina nell’Aula magna del rettorato la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022, 719mo dalla fondazione di Sapienza Università di Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha preso la parola per un saluto conclusivo. Il Capo dello Stato è stato accolto dagli applausi degli studenti che lo attendevano nei viali dell’Università e dai docenti nell’Aula magna. Mattarella, nel suo intervento conclusivo, ha sottolineato, tra le altre cose, il ruolo della scienza e ha definito la campagna vaccinale come una sorta di referendum sulla scienza, che ha visto l’87 per cento sottoporsi al vaccino. Dopo l’inno nazionale, la cerimonia si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Ha fatto seguito il saluto della ministra per l’Università e ricerca, Maria Cristina Messa. “Sono davvero onorato di prendere parte all’apertura dell’anno accademico della Sapienza – ha detto il dindaco Gualtieri -. La Sapienza è un presidio importante di lotta al Covid, come anche sui temi dell’inclusione sociale. Nell’amministrazione capitolina troverete un alleato attento, che sarà al vostro fianco nel rilancio delle vostre attività e nella valorizzazione del contributo che potrete dare alle sfide del nostro tempo e al futuro di Roma. Il primato del metodo scientifico, l’autonomia degli studi, della ricerca, dell’università sono parte della loro stessa integrità, e identità. Questo patrimonio – ha aggiunto il sindaco – si riversa nella società, e ha uno straordinario valore civile. Abbiamo bisogno di innovazione, di progettazione, di una sempre più ampia diffusione delle conoscenze e dei saperi”, ha concluso Gualtieri.



“Questa cerimonia non può essere la semplice ripartenza di un anno accademico come un altro, ma deve essere il segno della rinascita – ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti -. La centralità della conoscenza deve essere assoluta. Grazie alla scienza e al sapere abbiamo lottato e stiamo combattendo contro il Covid con efficacia – ha sottolineato il governatore -. Scienza e sapere devono essere motore del cambiamento e dobbiamo essere coerenti con quello che diciamo. Per questo abbiamo deciso, nella nuova programmazione 2021-26 di destinare 420 milioni solo per la ricerca. Noi nel Lazio sosterremo ancora di più i nostri ricercatori destinando loro fino a 2 mila euro a ricercatore. Nel Lazio sosterremo ancora di più i nostri ricercatori, destinando loro fino a 2 mila euro a ricercatore per cancellare insieme la vergogna che i ricercatori italiani siano i meno pagati in Europa”, ha concluso . “Questa inaugurazione giunge a ridosso di due segnali importanti per la comunità scientifica nazionale: l’annuncio dei primi bandi del Pnrr e l’iscrizione in legge finanziaria di articoli specifici per il mondo della ricerca e dell’università – ha detto la ministra Messa nel suo intervento -. Entrambi hanno uno scopo preciso: favorire la crescita del sistema della ricerca e della formazione superiore, motori del Paese per affrontare le prossime sfide e costruire il benessere comune. Oggi – ha sottolineato Messa – è il momento per sostanziare la professata centralità di ricerca e formazione con i fatti”.

La rettrice Antonella Polimeni ha tenuto la prolusione dal titolo “La costellazione della responsabilità: il progetto di Sapienza per la società della conoscenza”. Il tema affrontato nella prolusione è quello della responsabilità che il sistema universitario assume per contribuire alla realizzazione di un ecosistema orientato alla creazione di benessere, conoscenza e valori condivisi, anche alla luce dell’accelerazione delle sfide ambientali e digitali, e dalla rapida evoluzione del mercato del lavoro. “Responsabilità è parola capace di veicolare una grande costellazione di concetti. E come le costellazioni celesti guidavano la rotta degli antichi navigatori, la ‘costellazione delle responsabilità’ guida ora Sapienza nel suo percorso verso la società della conoscenza – ha detto la rettrice Polimeni -. La responsabilità è intesa come capacità di dare risposte e come progetto di cura e inclusione, che ha come esito il rafforzamento della società della conoscenza”.



Le istituzioni pubbliche rappresentano infatti il luogo d’elezione in cui “sviluppare e mettere alla prova – ha aggiunto Polimeni – nuovi modelli culturali e organizzativi sostenibili e compito del sistema formativo è la costruzione, in molti casi ricostruzione, di un sentimento di fiducia collettiva nei confronti della scienza e della cultura che sia volano del benessere collettivo”. La Rettrice dunque si è soffermata sulla “responsabilità come capacità di reagire, di dar conto delle azioni e del prendersi cura, che per Sapienza si esplica attraverso la formazione, la ricerca e la terza missione: l’integrazione delle tre missioni risulta pienamente in coerenza con il progetto di Next Generation EU”, visto che spetta alle Università la responsabilità di offrire ai propri studenti competenze che consentano di anticipare, comprendere e risolvere le necessità future, di progettare e formare capacità duttili e trasversali che permettono di adattarsi al cambiamento e al tempo stesso di guidarlo verso un miglioramento progressivo e diffuso. La risposta/responsabilità della conoscenza deve essere nella disponibilità di tutti, così come la scienza è costantemente presente nella vita dei cittadini. È una sfida rilevante, per affrontare la quale come Sapienza abbiamo assegnato un posto prioritario alle attività di terza missione fondate su priorità sociali ed etiche. La società della conoscenza è l’esito più democratico, aperto e fruttuoso del rapporto tra scienza e cultura, perché l’estesa sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui progressi scientifici e tecnologici, e sulle loro possibili implicazioni, amplia il consenso a decisioni politiche fondate su evidenze scientifiche. Il funzionamento di una democrazia avanzata e la sua capacità di attribuire rilevanza all’evidenza richiedono che i cittadini ‘sappiano di scienza’; questa la nostra responsabilità, questo il nostro mandato, questo continuerà a essere il nostro impegno”, conclude la Rettrice Antonella Polimeni.

Sono seguiti gli interventi della studentessa Malila Nazari, in rappresentanza degli studenti, e di Giuseppe Foti, a nome del personale tecnicoamministrativo. Il Premio Nobel per la Fisica 2021 Giorgio Parisi, invece, ha tenuto la lectio magistralis “Il senso della Scienza”. “Ci sono forti tendenze antiscientifiche nella società attuale, il prestigio della scienza e la fiducia in essa stanno diminuendo velocemente. Insieme ad un vorace consumismo tecnologico si diffondono largamente le pratiche astrologiche, omeopatiche e antiscientifiche e sta per essere riconosciuta da una legge dello Stato italiano una pratica francamente stregonesca come l’agricoltura biodinamica – ha detto Parisi -. Non è pensabile lo sviluppo tecnologico senza un parallelo avanzamento della scienza pura e la profonda integrazione tra scienza e tecnica potrebbe far pensare che la scienza abbia un futuro radioso in una società che diventa sempre più dipendente dalla tecnologia avanzata. In realtà oggi sembra vero tutto il contrario: ci sono forti tendenze antiscientifiche nella società attuale, il prestigio della Scienza e la fiducia in essa stanno diminuendo. Abbiamo il dovere di promuovere una cultura basata sui fatti per impedire che si diffonda una pseudoscienza”. Il premio Nobel Parisi, nel suo lungo intervento, ha parlato anche delle responsabilità di quei “cattivi divulgatori che presentano i risultati della scienza quasi come una superiore stregoneria le cui motivazioni sono comprensibili solo agli iniziati”. Secondo Parisi “per affermare la scienza come cultura bisogna rendere la popolazione consapevole di cosa è la scienza”.

Infine, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto con un saluto conclusivo: “Questo ateneo ha una storia di grande prestigio. La presenza di tante autorità – ha aggiunto il capo dello Stato – sottolineano il prestigio di questa Università, segnata da tante figure illustri, di premi Nobel, come il professore Parisi”. Mattarella ha anche evidenziato “l’orgoglio di avere nel nostro Paese la prima rettrice di un ateneo così grande”. “A poche settimane dalla conclusione del mio ruolo, delle mie funzioni di presidente della Repubblica, mi si consente di tornare alla Sapienza dove ho studiato”, ha concluso il Capo dello Stato. Tra gli altri hanno partecipato alla cerimonia la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese; il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta; la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti; la vice presidente del Senato, Paola Taverna; il vice presidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli; il presidente Corte costituzionale, Giancarlo Coraggio.

Nel corso della cerimonia è stato realizzato un allestimento visuale disegnato da Luca Ruzza, con proiezioni di immagini sul dipinto murale del Sironi. MuSa Classica, MuSa Jazz e MuSa Coro, diretti dai Maestri Francesco Vizioli e Silverio Cortesi e dai Maestri del coro Paolo Camiz e Giorgio Monari, hanno eseguito un tempo dal concerto “Il Gardellino” di Antonio Vivaldi (solista Camilla Refice) e l’inno GaudeaMus. In occasione della cerimonia è stata presentata in anteprima al presidente Mattarella la mostra “Dis/integration” che sarà inaugurata ufficialmente il 2 dicembre. Il percorso espositivo accoglie le opere realizzate nei Laboratori d’Arte della Comunità di Sant’Egidio, ed è incentrata sui temi della fragilità e della disabilità, dell’accoglienza e dell’integrazione, legati anche a questioni di attualità come le migrazioni, i conflitti e le loro drammatiche conseguenze. La manifestazione si è chiusa con il solenne atto di inaugurazione del nuovo anno accademico.

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