Mattarella: “L’Unione europea deve far sentire nel mondo la propria voce”

Lo ha detto il presidente della Repubblica intervenendo alla sessione pomeridiana del vertice del gruppo Arraiolos

Mattarella - Arraiolos -

L’Unione europea “deve essere in grado di far sentire nel mondo la propria voce. Per rafforzare quello spazio di libertà, di sicurezza, di giustizia di cui siamo orgogliosi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla sessione pomeridiana del vertice del gruppo Arraiolos. Gli effetti della pandemia, ha continuato il presidente della Repubblica, “hanno reso evidente, sia nell’ambito sanitario sia in quello economico, l’importanza della cooperazione internazionale a livello multilaterale. La collaborazione scientifica mondiale è stata determinante per lo sviluppo dei vaccini in tempi rapidi”.



L’Europa deve adoperarsi per “disinnescare la logica competitiva che ha contrassegnato gli ultimi anni, che hanno fatto apparire un mondo sempre più multipolare e sempre meno multilaterale; ponendo a rischio sviluppo e benessere futuri”, ha detto il presidente Mattarella. Per il capo dello Stato, “autonomia non significa rinchiudersi in se stessi. Noi europei – ha spiegato Mattarella -conosciamo bene i vantaggi della cooperazione e l’Unione deve avvertire la responsabilità di essere protagonista dello sviluppo di un sistema internazionale basato nuovamente sul metodo multilaterale, con regole condivise rispettate da tutti”.

Il metodo multilaterale “espresso nelle regole sorte all’indomani del secondo conflitto mondiale, ha subito in questi due decenni una progressiva erosione, prodotta anche da una globalizzazione sempre più veloce. Tocca soprattutto agli europei evitare che il passaggio da un sistema a un altro generi un periodo di pericolosa anomia, di mancanza di regole”, affermato il presidente della Repubblica. “La contrapposizione tra Paesi, tra grandi soggetti internazionali, tra aree geografiche, di per sé pericolosa, condurrebbe a una corsa al ribasso degli standard di protezione della libertà, della salute, della condizione dei cittadini –  ha spiegato -. Basta pensare alla tutela dei dati personali, al contrasto ai mutamenti climatici, agli standard alimentari”.



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