Mattarella ricorda Falcone: “O si sta contro la mafia o si è complici, nessuna zona grigia”

Il capo dello stato nel bunker dell’Ucciardone per l’anniversario della strage di Capaci

Anche il solo dubbio che la giustizia possa non essere, sempre, esercitata esclusivamente in base alla legge provoca turbamento: se la magistratura perdesse credibilità agli occhi della pubblica opinione, s’indebolirebbe anche la lotta al crimine e alla mafia. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel bunker dell’Ucciardone in occasione della celebrazione dell’anniversario della strage di Capaci. All’inizio del suo intervento, il capo dello Stato ha evidenziato che “nonostante i tanti anni passati, è sempre di forte significato ritrovarsi in questa aula bunker: un luogo di grande valenza simbolica, dove la Repubblica ha assestato colpi di grande rilievo nel cammino della lotta contro la mafia”. Mattarella ha poi aggiunto che “l’onda di sdegno e commozione generale suscitata dopo i gravissimi attentati a Falcone e Borsellino, il grido di dolore e protesta che si è levato dagli italiani liberi e onesti è divenuto movimento, passione e azione: hanno messo radici solide nella società, contribuendo a spezzare le catene della paura”.



La mafia, ha spiegato il presidente, esiste tuttora e non è stata definitivamente sconfitta: estende i suoi tentacoli nefasti in attività illecite e insidiose anche a livello internazionale, e per questo è necessario tenere sempre la guardia alta. “Nessuna zona grigia, nessuna omertà né tacita connivenza: o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi, non vi sono alternative”, ha affermato Mattarella. “Vorrei ribadire qui quanto detto nel 2019 al Csm e nel 2020 al Quirinale – ha puntualizzato il capo dello Stato – la credibilità della magistratura e la sua capacità di riscuotere fiducia sono imprescindibili per il funzionamento del sistema costituzionale e per il positivo svolgimento della vita della Repubblica. “Gli strumenti a disposizione non mancano – ha concluso il presidente – si prosegua, rapidamente e rigorosamente, a far luce su dubbi, ombre e responsabilità, e si affrontino sollecitamente i progetti di riforma nelle sedi cui questo compito è affidato dalla Costituzione”.

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