Migranti: almeno 11 bambini egiziani scomparsi nelle acque tra la Libia e l’Italia

Fonti consultate da “Nova” riferiscono che le persone scomparse avevano un'età compresa tra i 14 ei 19 anni

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Una tragedia del Mediterraneo ha scosso il villaggio di Talbana, nel governatorato di Dakahlia, nel nord dell’Egitto. Un’imbarcazione che trasportava decine di migranti, tra cui almeno undici giovani, sarebbe affondata durante la traversata dalla Libia verso l’Italia. Cinquanta persone risultano scomparse, mentre almeno undici ragazzi e bambini sarebbero morti. Decine famiglie hanno presentato almeno 50 denunce alla stazione di polizia locale sulla scomparsa dei loro cari in Libia, non avendo ricevuto più notizie da più di una settimana. Fonti consultate da “Agenzia Nova” riferiscono che le persone scomparse avevano un’età compresa tra i 14 ei 19 anni. Alcuni di loro hanno viaggiato in Libia – via terra – all’insaputa delle loro famiglie, poi le bande di trafficanti di esseri umani hanno chiesto ingenti somme di denaro a Salloum, al confine tra Egitto e Libia, e successivamente in territorio libico per tentare di raggiungere le coste italiane. La polizia egiziana sta dando la caccia alla banda di trafficanti di esseri umani, in particolare a un uomo chiamato Abu Samra.



Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, i trafficanti di esseri umani avevano persuaso i migranti che l’Italia si sarebbe occupata dell’istruzione dei loro figli nelle scuole italiane, subito dopo averne raggiunto le coste. Il costo del “biglietto” sarebbe stato di circa 30 mila sterline egiziane, equivalenti a 5.000 euro circa. Lo scorso 23 agosto, il sito web d’informazione libico “Libya Observer” aveva riferito di 18 dispersi e un corpo recuperato in un naufragio nel Mediterraneo centrale avvenuto davanti alle coste della Libia. “La Guardia costiera libica ha salvato oggi 51 migranti egiziani dopo che la loro barca si è capovolta mentre faceva rotta verso le coste italiane”, si legge nel testo del messaggio su Twitter. Potrebbe essere questa la tragedia a cui fanno riferimento le famiglie. Almeno 22.419 migranti sono stati intercettati e riportati in Libia dall’inizio anno, mentre 1.024 persone hanno perso la vita tentando la traversa nel Mediterraneo centrale dalle coste libiche e tunisine, secondo l’ultimo aggiornamento fornito dall’ufficio in Libia dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), relativo al periodo dal 15 al 21 agosto. Secondo Safa Mshehli, portavoce di Oim a Ginvra, circa 6.000 migranti sono trattenuti nei centri di detenzione ufficiali gestiti dal governo della Libia.

Secondo l’ultimo rapporto della Matrice di monitoraggio dello spostamento (Dtm) di Oim, l’88 per cento dei migranti ha indicato ragioni economiche come motivo principale della partenza dal Paese di origine. In base ai dati raccolti nei mesi di maggio e giugno 2021, in Libia vi sono un totale di 597.611 migranti provenienti da oltre 40 nazionalità, un numero in linea le precedenti rilevazioni ma inferiore ai livelli pre-pandemia. La maggior parte dei migranti in Libia proviene da paesi vicini: Niger (21 per cento), Egitto (18 per cento), Sudan (16 per cento) e Ciad (14 per cento). Secondo il programma dei Migranti scomparsi di Oim, lungo la rotta del Mediterraneo centrale (cioè da Tunisia e Libia verso Italia e Malta) sono morte almeno 1.024 persone dall’inizio dell’anno, a fronte di 62.175 tentativi di emigrazione irregolare e un tasso di mortalità dell’1,6 per cento.



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