Migranti, Consiglio Ue: intesa su sviluppo della cooperazione con Paesi di origine e transito

L’Italia riporta la questione migratoria sul tavolo negoziale a Bruxelles

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Più cooperazione con i Paesi di origine e di transito facendo uso di tutti gli strumenti e gli incentivi disponibili e in collaborazione con l’Unhcr (l’Alto commissariato Onu per i rifugiati) e l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). È quanto si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo relative alla questione migranti. “Sebbene le misure adottate dall’Unione europea e dagli Stati membri abbiano ridotto i flussi irregolari complessivi negli ultimi anni, gli sviluppi su alcune rotte destano serie preoccupazioni e richiedono una vigilanza continua e un’azione urgente”, si legge. “Al fine di prevenire la perdita di vite umane e ridurre la pressione sui confini europei, saranno intensificati i partenariati e la cooperazione reciprocamente vantaggiosi con i Paesi di origine e di transito, come parte integrante dell’azione esterna dell’Unione europea. L’approccio sarà pragmatico, flessibile e su misura, farà un uso coordinato di tutti gli strumenti e gli incentivi disponibili dell’Ue e degli Stati membri e si svolgerà in stretta collaborazione con l’Unhcr e l’Oim”, hanno scritto i leader nelle conclusioni.



La questione dei migranti ha trovato spazio durante la riunione odierna del Consiglio su richiesta precisa dell’Italia. Il governo di Roma ha spiegato di voler pervenire a una gestione equilibrata, efficace e umana della dinamica migratoria. La discussione di Bruxelles arriva in contemporanea con la conferenza di Berlino sulla Libia: non a caso fra gli argomenti del vertice fra i leader Ue c’è anche il rapporto con la Turchia, attore importante nello scenario del Paese del Nord Africa e legato all’Europa nella gestione dei flussi migratori. Ankara potrebbe essere invogliata a cooperare con l’Unione europea sul dossier libico in virtù di un rinnovo dell’accordo sui migranti, come emerso dopo l’incontro fra il presidente del Consiglio Mario Draghi e la cancelliera tedesca Angela Merkel di lunedì scorso. Sul tema dell’immigrazione ha parlato anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, rilevando come non sia più accettabile “che la sorte delle persone migranti sia legata alle vicende elettorali nei Paesi membri dell’Unione europea”. Intervenuto da Bruxelles a “Rai News 24”, il sottosegretario agli Affari europei, Vincenzo Amendola, ha anticipato che sul tema dell’immigrazione si sta negoziando una nuova strategia dell’Europa. Amendola ha ricordato come il tema dei migranti “ha diviso l’Europa”, con i Paesi di primo approdo che hanno avuto problemi per la “mancanza di solidarietà”. La nuova strategia vedrà un’Europa che agirà “unita”, aiutando a risolvere i problemi di regolamento e di gestione “di flussi migratori storici”, ha detto Amendola.

Il nuovo approccio verso la dimensione esterna della questione migratoria, ovvero la gestione dei flussi al di fuori dei confini dell’Ue, sarà quindi onnicomprensivo. Dal documento approvato dai 27, infatti, emerge la volontà di affrontare le cause più profonde dei flussi migratori, sostenendo i rifugiati e gli sfollati e sviluppando capacità di gestione; sradicando il contrabbando e la tratta di esseri umani e rafforzando il controllo delle frontiere; attraverso la cooperazione in materia di ricerca e soccorso, gestendo le migrazioni legali legale nel rispetto delle competenze nazionali e garantendo il rimpatrio e la riammissione. A tal fine, il Consiglio europeo invita la Commissione e l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza, in stretta cooperazione con gli Stati membri, “a rafforzare immediatamente azioni concrete e un sostegno tangibile per i Paesi prioritari di origine e di transito“; “a presentare piani d’azione per i Paesi prioritari di origine e transito nell’autunno 2021, indicando obiettivi chiari, ulteriori misure di sostegno e tempistiche concrete”; “a fare il miglior uso possibile di almeno il 10 per cento della dotazione finanziaria dello lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (Ndici)” e “a riferire al Consiglio sulle sue intenzioni al riguardo entro novembre”. Infine, “il Consiglio europeo condanna e respinge ogni tentativo da parte di Paesi terzi di strumentalizzare i migranti a fini politici”.



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