Migranti, la ministra degli Esteri spagnola: “Mai cercato di provocare una crisi col Marocco”

Arancha Gonzalez Laya commenta così la crisi migratoria nell’exclave di Ceuta

marocco ceuta

La Spagna non ha mai cercato di provocare una crisi col Marocco, né l’ha alimentata: l’obiettivo del governo di Madrid è lasciarsela alle spalle il prima possibile. È quanto dichiarato dalla ministra degli Esteri spagnola, Arancha Gonzalez Laya, in un’intervista a “El Pais” incentrata sulla crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta, letteralmente presa d’assalto nei giorni scorsi da migliaia di migranti. “Siamo rispettosi nei nostri rapporti con tutti i Paesi, ma chiediamo anche che anche gli altri siano rispettosi nei nostri confronti”, ha aggiunto Gonzalez Laya. La ministra si è detta consapevole del fatto che la crisi sia tutt’altro che finita, sebbene la Spagna abbia deciso di non rispondere ai gesti ostili del Paese nordafriano e di non convocare per delle consultazioni il suo ambasciatore a Rabat, come ha fatto il Marocco con il suo rappresentante a Madrid. La situazione, secondo la ministra spagnola, “è sfuggita di mano”.



Tensione tra Spagna e Marocco per i flussi a Ceuta

“Quelli che abbiamo visto in questi giorni non erano africani subsahariani cui il Marocco stava impedendo di raggiungere l’Europa, ma giovani marocchini che rischiano la vita per lasciare il loro Paese, come se fuggissero da una guerra o da una calamità”, ha detto la titolare della diplomazia iberica. “Si tratta di marocchini che, dopo la chiusura del confine con Ceuta a causa della pandemia di Covid un anno fa, sono rimasti senza sostentamento”, ha detto Gonzalez Laya. Rabat ha cercato di contrastare il danno che queste immagini hanno arrecato alla sua reputazione internazionale accusando la Polizia spagnola di maltrattare gli immigrati, ma il tentativo è vano, ha affermato la ministra, secondo cui tutti hanno potuto vedere cosa è successo. La crisi migratoria fra Spagna e Marocco sembra correlata alla decisione presa il mese scorso dalla Spagna di ospitare e curare in segreto e sotto falso nome il leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali. Il Fronte Polisario è l’organizzazione che lotta per l’autodeterminazione del Sahara occidentale, una disputa di lungo corso che vede su fronti contrapposti l’Algeria e il Marocco.

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