Migranti: oggi la decisione per la creazione di una nuova struttura di accoglienza a Lesbo

La riunione arriva una settimana dopo la visita del commissario europeo per gli Affari interni

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Il Consiglio municipale di Mitilene, comune greco sull’isola di Lesbo, si riunirà per approvare il progetto per la creazione di una nuova struttura per richiedenti asilo nella località di Vastria. La riunione arriva una settimana dopo la visita del commissario europeo per gli Affari interni Ylva Johansson che è stata accolta dalle critiche residenti delle comunità situate vicino a dove è prevista il nuovo centro per migranti. La nuova struttura sarà in grado di ospitare in condizioni normali 3 mila persone ma in caso di necessità la capienza potrebbe raggiungere le 5 mila persone. Il processo di autorizzazione e l’annuncio della gara per la costruzione della struttura è previsto per aprile.



La stessa Johansson ha chiarito che la nuova struttura per migranti aprirà prima dell’estate, così da evitare un nuovo inverno difficile a migranti e cittadini dell’isola. “Sono diventata commissaria nel dicembre 2019 e c’erano più di 42 mila migranti nelle isole greche ed era una situazione insostenibile. Ora sono meno 14 mila e questo è grazie alla nostra cooperazione che ci ha permesso di decongestionato la situazione e ricollocare in altri Paesi Ue e rimpatriare”, ha detto lo scorso 30 marzo in un punto stampa ad Atene con il ministro greco dell’immigrazione, Notis Mitarachi. La commissaria ha ricordato che “c’è un limite alla pazienza per tutti i cittadini“, riferendosi alla situazione degli isolani, ed “è importante che siano costruite nuove strutture” così che non accada mai più quanto accaduto a Moria con l’incendio che ha devastato il campo per rifugiati. “Non vogliamo più Moria”, ha detto. Inoltre, la commissaria ha spiegato che sarà possibile “finalizzare la nuova struttura a Lesbo prima dell’inverno, così che non avremo un altro inverno difficile per migranti e cittadini”. “Condividiamo che vadano europeizzati la politica migratoria e la gestione migratoria e dei confini. Proteggere i confini greci significa proteggere i confini europei. E questo significa che dobbiamo lavorare insieme per difendere i nostri confini e i valori fondamentali. Chi arriva in un’isola greca arriva in Europa. Per questo abbiamo bisogno di un sistema comune”, ha ribadito.

La commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha annunciato il 29 marzo che l’Ue finanzierà per 250 milioni di euro cinque nuove strutture per migranti sulle isole greche di Lesbo, Samos, Chios, Kos e Leros. In conferenza stampa congiunta con il ministro per le Migrazione Notis Mitarachi da Lesbo, Johansson ha annunciato il finanziamento al termine di una visita congiunta con il ministro nei centri di accoglienza a Lesbo e Samos. La sua visita a Lesbo è stata accolta con manifestazioni di residenti locali che si oppongono alla costruzione di nuovi campi per migranti.



Inoltre Johansson ha detto che la Turchia deve riprendere dalla Grecia i migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale nell’Unione europea. “Le persone che hanno fatto richiesta di asilo hanno diritto a un processo equo e veloce”, ha detto ricordando che in Grecia il processo è stato riformato e ora sembra “più veloce”. “E’ importante che le persone non siano lasciate in un limbo, hanno bisogno di una decisione rapida. Quanti hanno diritto alla protezione internazionale devono essere accolti. Quanti non hanno diritto devono tornare nei Paesi di origine. E questa è un’altra area dove abbiamo bisogno di riforme in modo da avere un sistema dei rimpatri europeo”, ha spiegato. “Specialmente ora è importante che la Turchia riprenda i migranti dalla Grecia. Perché lo hanno promesso ed è nella dichiarazione Ue-Turchia e perché l’Ue ha preso i suoi ricollocamenti dalla Turchia. Quindi è ora. Chiedo alla Turchia di riprendere con urgenza i migranti dalla Turchia”, ha aggiunto. “Posso comprendere che tutti hanno un limite alla loro pazienza e capisco che questi sono esauriti anche qui a Lesbo e in altre aree. Per questo è urgente avere il nuovo centro e nuove soluzioni politiche”, ha aggiunto.

Intanto secondo quanto riportato nelle scorse settimane dal quotidiano “Kathimerini”, l’Unione europea potrebbe ridurre da 3,5 a 2,5 miliardi di euro i fondi destinati alla Grecia per la crisi migratoria per il periodo 2020-2027, poiché si osserva una netta diminuzione dei flussi migratori nel Paese. “Chiederemo più soldi, ma non ci sono più fondi per far fronte alle emergenze, mentre la popolazione di migranti che ospitiamo è diminuita notevolmente e, di conseguenza, anche i bisogni”, affermano le fonti del ministero per le Politiche migratorie citate dal quotidiano, sottolineando tuttavia la necessità di mantenere le infrastrutture necessarie per ospitare i migranti. Secondo i dati del governo di Atene, quasi 59 mila persone vivono in strutture per migranti in Grecia di cui circa 10 mila sono stati riconosciuti come rifugiati, il che significa che presto lasceranno le strutture speciali.

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