Putin: “Russia non c’entra nulla con la crisi al confine fra Bielorussia e Polonia”

Il presidente russo: "Traffici di migranti sono gestiti in Europa, Lukashenko e Merkel pronti al dialogo"

Putin

La Russia non ha nulla a che fare con la crisi dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in un’intervista a “Rossija 24”, affermando che alcune personalità coinvolte nella vicenda stanno cercando di accusare le autorità di Mosca senza motivo. “Voglio che tutti sappiano che non abbiamo assolutamente nulla a che fare con questa situazione. Stanno cercando di imputarci la responsabilità senza alcun motivo. Ancora una volta voglio sottolineare che la Russia non ha assolutamente nulla a che fare con questa crisi. Non stiamo affatto partecipando, e in alcun modo, a questi fatti”, ha detto Putin.



“La crisi va risolta nell’interesse di Bielorussia, Polonia e Ue”

Una soluzione alla crisi migratoria al confine bielorusso-polacco – ha aggiunto Putin – dovrebbe essere trovata nell’interesse della Bielorussia, della Polonia e dell’Ue: i contatti diretti possono aiutare a raggiungere quest’obiettivo. “Continuo a partire dalla premessa che deve essere trovata una soluzione, sia nell’interesse della Bielorussia, sia nell’interesse dei paesi europei, tra cui la Polonia, la Germania e altri Paesi, perché i loro sistemi sociali sono ancora sovraccarichi”, ha detto Putin. Il capo dello Stato russo ha aggiunto che è anche necessario creare le condizioni per accogliere questi migranti e risolvere questioni che non sono state completamente affrontate. “Come mi ha detto Aleksandr Grigorievich Lukashenko (il leader bielorusso), sono state interrotte le operazioni di collocamento dei migranti, la costruzione di campi in grado di accoglierli e altre attività. Spero che un contatto diretto tra la leadership della Bielorussia e i vertici dei Paesi e dell’Ue aiuteranno a risolvere questi problemi”, ha aggiunto Putin.

Putin: “Traffici sono gestiti in Europa, Lukashenko e Merkel pronti al dialogo”

Il capo dello Stato ha puntualizzato che tutte le catene di traffico i migranti nell’Unione europea sono organizzate da persone che si trovano già nei Paesi membri e le forze dell’ordine preposte dovrebbero occuparsene. “Ci sono gruppi noti che trasferiscono queste persone nei Paesi europei, ma sono operativi da molto tempo. Il punto chiave è nei Paesi dell’Ue. Lasciamo che le forze dell’ordine, i servizi speciali operino contro questa gente”, ha detto il presidente russo, ammettendo che coloro che gestiscono queste reti sono difficili da perseguire. “Ho l’impressione che sia abbastanza difficile catturarli. Se osserviamo la legislazione interna dei Paesi europei, queste persone non commettono delle violazioni. Una persona vive in un Paese, vuole trasferirsi in un altro per le più svariate ragioni: motivi di sicurezza o anche economici”, ha detto Putin. I migranti che sono assiepati al confine tra Bielorussia e Polonia potrebbero essere arrivati a Minsk con voli charter, ha spiegato Putin, visto che queste persone sono senza visto. Il presidente, inoltre, ha categoricamente smentito che delle compagnie russe trasportino queste persone a Minsk, e ha garantito che neanche la compagnia di bandiera Belavia sta operando questi voli.



Il presidente russo, inoltre, ha affermato di essere dispiaciuto per queste persone. “Sono ammassati senza mezzi di sussistenza, le loro risorse si stanno esaurendo”, ha detto Putin, che si è detto dispiaciuto per quanto sta accadendo a queste persone, in particolare ai minori. Sulla questione, il capo dello Stato russo ha dichiarato che il leader bielorusso, Aleksandr Lukasheko, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, sono pronti ad avviare un dialogo diretto. “Spero che ciò accada nel prossimo futuro, sarebbe molto importante, perché i migranti si stanno dirigendo prima di tutto verso la Germania”, ha detto il presidente russo che ha poi commentato le parole di Lukashenko, secondo cui la Bielorussia potrebbe bloccare le forniture di gas che transitano verso l’Europa attraverso il gasdotto Jamal qualora vengano comminate nuove sanzioni. “In teoria, Lukashenko, in qualità di presidente di un Paese di transito, può dare istruzioni per interrompere le nostre forniture verso l’Europa. Ciò costituirebbe una violazione del nostro contratto di transito e spero che non si arriverà a questo punto” ha detto Putin, secondo cui un’azione di questo tipo “causerebbe gravi danni al settore energetico dell’Europa e non contribuirebbe allo sviluppo delle nostre relazioni con la Bielorussia”.

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