Milano, Camera di commercio: “In città prezzo medio da 5978 euro al metro quadro”

È quanto emerge dalla "Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano e Provincia"

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Appartamenti nuovi e nuove costruzioni, il mercato si manifesta dinamico a Milano nel 2021, con gli operatori che segnalano una domanda sempre maggiormente selettiva e attenta alla qualità, in uno scenario di mercato più interessante per i nuovi complessi immobiliari. È quanto emerge dalla “Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano e Provincia”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con Fimaa Milano, Lodi, Monza Brianza, Assimpredil Ance Milano, Lodi, Monza e Brianza, Fiaip Lombardia, Anama Milano, Isivi Milano, Ordine dei geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria e ordini professionali del settore. Comprare una casa nuova costa in città in media 5.798 euro al mq, con una variazione positiva di +1,54 per cento in un anno. La media in centro è di 10.141 euro al mq rispetto a 10.228 euro al mq del 2020, segnando una leggera flessione -0,85 per cento. Nella zona Nord, i prezzi passano da 4.335 euro al mq a 4.464 euro al metro quadro, +2,976 per cento. Nel quadrante est la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +3,07 per cento. Nella zona Ovest si passa da 5.177 euro al metro quadro a 5.307 euro al metro quadro, +2,51 per cento. In crescita anche la zona Sud, da 4.104 euro al metro quadro a 4.229 euro al metro quadro, con un incremento dei prezzi pari a +3,04 per cento. “Per questa edizione – spiega Beatrice Zanolini, Consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – abbiamo voluto concentrare l’attenzione sul territorio e sul suo valore. Il contesto, nella scelta di un immobile, è oggi prioritario nell’ottica di una sempre migliore qualità della vita, della vivibilità anche degli spazi esterni, della fruibilità dei servizi. La trasformazione in atto a Milano, come in molti Comuni della Città metropolitana, e le tipologie di utilizzatori sempre più differenziate ed esigenti dimostrano come l’identità di un territorio si debba sempre misurare anche dalle relazioni tra chi lo vive, sia nel residenziale che nel commerciale. Serve ripensare il rapporto tra centro e periferia: il nuovo ruolo delle Città metropolitane è anche quello di riposizionare il centro rispetto a tutto il territorio, intervenendo con una riqualificazione coordinata e allargata, proiettata sempre in avanti. Le periferie diventano quartieri, nel contesto urbano si sviluppano veri e propri borghi, dando vita a nuove soggettività territoriali”.



“Nell’ambito del quadro generale, va sottolineato che “la resilienza di Milano non si è fatta attendere – afferma Andrea Marietti, Vicepresidente Commissione Prezzi immobili della Camera di commercio. Se nel 2020 il leggero calo delle transazioni era stato compensato da una contenuta crescita dei prezzi, constatiamo oggi che il desiderio dei milanesi di case moderne, efficienti e salubri ha fatto decollare il mercato con numeri importanti, sia per quantità sia per valori. Si consolida la riqualificazione delle periferie e anche la crescita della provincia, che finalmente trae vantaggio dall’energia della città. Anche il mercato della locazione sta riassorbendo lo sfitto ed i canoni stanno ritornando vicini a quelli pre-pandemia”. Ed è proprio il valore del territorio a trainare la ripresa, evidenzia Vincenzo Albanese, presidente di Fimaa Milano Lodi Monza Brianza: “In città il numero delle compravendite nel primo semestre 2021 ha ripreso a crescere raggiungendo, con le 13 mila transazioni, lo straordinario risultato del 2019. Gli aspetti quantitativi non sono gli unici a descrivere le dinamiche di un mercato in profonda trasformazione; tutt’oggi l’abitare, o meglio l’esperienza abitativa, è definito da tre aspetti complementari: l’appartamento, l’edificio e in particolare il contesto urbano. Quest’ultimo è percepito dai clienti come essenziale nella scelta della propria abitazione, complici le sempre più numerose attività di valorizzazione dei quartieri che hanno permesso di apprezzarne le diverse identità e potenzialità. Per quanto riguarda, invece, gli aspetti progettuali, il prodotto di nuova costruzione si conferma come il più adeguato a interpretare le esigenze dell’abitare contemporaneo i cui ingredienti sono certamente: spazi confortevoli e flessibili, edifici sostenibili e di qualità, servizi a supporto dell’abitare, presenza di elementi naturali e comunità inclusive”.

Per quanto riguarda le zone che crescono di più in città, al primo posto i quartieri Pacini -Ponzio che segnano un incremento del 10,90 per cento con quotazioni a 4.325 euro al metro quadro; bene anche Ripamonti e Vigentino con incrementi del 7,86 per cento a quota 3.775 euro al metro quadro; Gallaratese e Trenno valgono 2.950 euro al metro quadro con aumento del 7,27 per cento; oltre al 6 per cento le crescite anche per Axum, San Carlo, Gioia, Baiamonti, Lagosta, stazione Garibaldi. “I valori immobiliari hanno retto le conseguenze negative della pandemia – afferma Gabriele Bisio, Vicepresidente Assimpredil Ance Edilizia, Promozione immobiliare e territorio. In particolare, a Milano il mercato residenziale relativamente ai prodotti di qualità e di nuova costruzione si è rivelato ancora una volta particolarmente dinamico”. Secondo Marco Grumetti, Vicepresidente Nazionale Vicario FIiaip : “Il post pandemia ha presentato un mercato del residenziale dell’immobile usato caratterizzato da una forte richiesta e una scarsa offerta e che rappresenta circa l’ 80 per cento delle transazioni. Questo ha di conseguenza portato ad un aumento dei valori, che rimangono sempre inferiori al nuovo ma equiparabili dopo la quasi sempre necessaria ristrutturazione. La forte domanda e l’aumento dei prezzi richiesti si riscontra un po’ in tutte le zone, anche se in percentuali diverse sia per la costruzione delle nuove linee della metropolitana – che hanno permesso anche a quartieri un po’ più disagiati una migliore mobilità – sia per la modifica dell’assetto della città che è passata da zona concentrica a città multicentrica. Infatti, oltre alle tradizionali zone come il centro storico, Brera e Navigli si sono aggiunte, in questi ultimi 20 anni, c.so Como, City life, Isola ed altri si stanno affacciando, come Nolo. La gente tende a rimanere nelle zone in cui abita per abitudine e servizi. Forte è anche la domanda della locazione per studenti e in ripresa quella per uso temporaneo/ turistico. Queste le luci; le ombre sono la cancellazione di buona parte dei piani per la costruzione dei box sotterranei e la scarsità, per non dire mancanza, delle colonnine per la ricarica elettrica che stride con il dichiarato programma di passare a questa forma di mobilità che è ormai orientamento anche dell’industria dell’auto”.



Da Cologno Monzese a Bollate, da Magenta ad Albairate è in crescita la domanda per gli immobili di qualità, soprattutto nelle zone a maggiore presenza dei servizi, con disponibilità di zone verdi e migliori collegamenti con la città. “Con la pandemia la Città metropolitana di Milano ha registrato un sostanziale cambiamento della domanda, sia per dimensioni sia per la tipologia di immobili ricercati – dichiara Flavio Bassanini, Vice Presidente Fimaa Milano Lodi Monza Brianza – con la richiesta di spazi esterni, siano balconi, terrazze o meglio ancora giardini, o di un maggior numero di stanze e di connessione internet adeguata per necessità di studio o di lavoro. Determinante resta la presenza di trasporti strategici come il passante ferroviario o collegamenti interurbani con le linee della metropolitana milanese. La crescita della domanda porta ad una diminuzione della permanenza delle offerte sul mercato, soprattutto se gli immobili sono performanti e di qualità, ma non ha ancora prodotto, al momento, un aumento dei prezzi. Forse tra qualche tempo influirà l’effetto del Superbonus e di tutti gli incentivi che stanno portando sul mercato immobili riqualificati. Al momento, però, richiedere un prezzo maggiore in virtù di benefici futuri è quantomeno prematuro e in molti casi vale ancora la trattativa per l’ottenimento di uno sconto”.

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