Milano: in giunta 12 assessori, Maran alla casa, Granelli alla sicurezza e Bertolè al welfare

È inoltre la giunta più giovane, due assessori hanno meno di 30 anni

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Sono 12 i nuovi assessori della giunta comunale di Milano, la cui composizione rispetterà la parità di genere. Di questi, tre sono esponenti della giunta uscente e nove sono nuovi. È inoltre la giunta più giovane, due assessori hanno meno di 30 anni “con qualche senior che aiuta”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante la conferenza stampa in corso a Palazzo Marino. Nel dettaglio, sei sono del Pd; due della lista civica Beppe Sala sindaco; uno dei riformisti; uno dei verdi e due tecnici. “Abbiamo fatto la giunta in cinque giorni perché conscio della delicatezza del momento, la prima giunta sarà già mercoledì in maniera da partire a spron battuto”, ha spiegato Sala prima di leggere la lista. Come annunciato dallo stesso Sala all’indomani del risultato elettorale, al posto di vice sindaco viene confermata Anna Scavuzzo, alla quale viene attribuita anche la delega all’istruzione, compresa la delega all’edilizia scolastica e rapporti con consiglio comunale. Al Bilancio e patrimonio immobiliare viene designato Emanuele Conte, “non saranno anni facilissimi per il bilancio, ma dovremo mettere in uso i beni demaniali”, ha spiegato il sindaco.



Alla cultura Tommaso Sacchi, fino ad ora assessore alla cultura a Firenze: “Milano merita interventi culturali importanti, ma – ha specificato Sala – mi aspetto ci sia molto nella sua azione a portare la cultura nelle periferie. Non penso solo a grandissime mostre, ma che sia anche molto, molto attento a ciò che avviene nei quartieri”. Alla Casa e sviluppo del piano quartieri “mister preferenze” Pierfrancesco Maran: “Gli ho spiegato che dobbiamo vedere se riusciamo a mettere insieme le case di Mm e Aler e intensificare i dialogo con gli abitanti delle case popolari”, ha spiegato Sala. Al lavoro e sviluppo economico, il possibile nome dell’ex assessorato di Cristina Tajani, Alessia Cappello che terrà anche le deleghe a moda e design; all’assessorato al welfare e salute, l’ex presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolè. Nella giunta precedente insieme al welfare c’era l’edilizia popolare, ma è stata aggiunta la salute perché, ha sottolineato Sala, “dovrà avere una grande attenzione al tema delle case della sanità”; all’assessorato al verde e ambiente Elena Grandi, una delega questa che “non deve essere ideologica e deve avere capacità di pensare che i processi devono essere fatti senza strappi con passo giusto senza mai fermarsi”;

Allo sport, turismo e politiche giovanili, Martina Riva perché “il turismo va ricostruito, sarà molto internazionale e meno intercontinentale, con gestione del tempo di permanenza diversa”; Alla mobilità, l’ex vicesindaco della città metropolitana Arianna Censi, “qui la strada è molto tracciata – ha precisato Sala – bisogna riflettere sui tempi di ogni cambiamento, quello che sarà a Milano sarà quel che accade in ogni città”. Ai Servizi civici, Gaia Romani; alla sicurezza, Marco Granelli che, ha sottolineato Sala, dovrà procedere all’assunzione di 500 vigili, collaborare con altre forze di polizia e prestare attenzione alla sicurezza di sera e di notte “ma non ero favorevole al sindaco della notte”. L’ultimo assessore è quello alla rigenerazione urbana, ex urbanistica, ruolo che viene affidato a Giancarlo Tancredi,” dirigente del Comune di Milano che conosco da quando ero direttore generale di Milano” .



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