Militari occupano l’ambasciata del Myanmar a Londra, fuori l’ambasciatore contrario al golpe

Il Regno Unito condanna gli atti di bullismo del regime militare del Myanmar a Londra

myanmar-londra

Il Regno Unito condanna gli atti di bullismo del regime militare del Myanmar a Londra di ieri sera. È quanto scritto su Twitter dal ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, che ha reso omaggio all’ambasciatore birmano “Kyaw Zwar Minn per il suo coraggio”. “Il Regno Unito continua a chiedere di porre fine al colpo di stato e alle spaventose violenze in corso oltre che un rapido ripristino della democrazia”, ha scritto Raab su Twitter. Le parole del ministro britannico si riferiscono alla vicenda che ha coinvolto l’ambasciatore a Londra è stato bloccato fuori dalla sua sede diplomatica nel quartiere di Mayfair, nella zona occidentale della capitale britannica. Kyaw Zwar Minn, il diplomatico birmano, ha riferito che il personale dell’ambasciata è stato invitato a lasciare l’edificio dall’addetto militare del Myanmar a Londra. Quest’ultimo gli avrebbe comunicato che “non è più il rappresentante del Paese” asiatico. L’ambasciatore, che a marzo scorso ha chiesto pubblicamente il rilascio di Aung San Suu Kyi e dei rappresentanti del governo civile deposto dai militari birmani a febbraio, ha parlato di “una specie di colpo di Stato nel centro di Londra”. Il diplomatico è stato fotografato in piedi per strada fuori dall’ambasciata mentre parlava con gli agenti della polizia metropolitana. Secondo quanto riferito, la polizia è stata chiamata proprio per impedire al personale di rientrare nell’edificio. Diversi manifestanti si sono riuniti davanti all’ambasciata per protestare contro l’estromissione in atto.

La notte del primo febbraio i vertici militari del Myanmar hanno preso il potere arrestando la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e i vertici della Lega nazionale per la democrazia (Nld). Il colpo di Stato non ha colto di sorpresa gli osservatori più attenti: a poche ore dalla sessione inaugurale del Parlamento emerso dalle elezioni legislative del novembre del 2020, la tensione nel Paese asiatico era stata infiammata dalle dichiarazioni di due generali che avevano aleggiato lo spettro del golpe e dell’abolizione della Costituzione in vigore dal 2008, così come dall’inquietante incremento della presenza di veicoli militari blindati per le strade di Yangon.

 

Leggi altre notizie su Nova News
Seguici su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram