Ministri Ue concordi sul sostegno all’Ucraina e proseguimento dialogo con la Russia

Come sintetizzato in conferenza stampa dall'Alto rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell e dalla ministra della Difesa francese, Florence Parly

ucraina esercitazione

La crisi ai confini con l’Ucraina e la risposta concordata dell’Unione europea di fronte alla minaccia di sicurezza rappresentata dalla Russia sono state al centro del Consiglio informale per la Difesa tenutosi oggi a Brest, in Francia. Come sintetizzato in conferenza stampa dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell e dalla ministra della Difesa francese, Florence Parly, l’Ue è pronta a far pagare a Mosca ogni eventuale mossa aggressiva nei confronti di Kiev. Borrell ha ricordato ai ministri riuniti nella città bretone la propria visita in Ucraina della scorsa settimana, la prima di un Alto rappresentante lungo la linea di contatto “dall’inizio del conflitto nel 2014”. Il diplomatico spagnolo ha specificato di aver “espresso sostegno alla sovranità e alla integrità territoriale” ucraine. “Ora il dialogo con la Russia è iniziato” e “la nostra posizione è la stessa: ogni ulteriore aggressione avrà massicce conseguenze e costi severi per la Russia”, ha aggiunto Borrell. “Siamo impegnati nella discussione sulla architettura della sicurezza europea e come Ue abbiamo espresso preoccupazione e proposte”, ha continuato l’Alto rappresentante, spiegando che c’è bisogno di discutere dei meccanismi di consultazione, della prevenzione degli incidenti, di linee di comunicazione specifiche le emergenza e di strumenti per ridurre la tensione.



“Siamo sempre stati in contatto con gli Usa, ci sono stati oltre 100 contatti tra Ue e Usa a tutti i livelli” e “io sono in contatto stabile con il segretario di Stato, Antony Blinken”, ha proseguito. Dunque, “ci sono continui contatti e coordinamenti con gli Usa, stiamo partecipando” nella discussione “attraverso le nostre relazioni con gli Usa e questo continuerà nel futuro perché abbiamo la garanzia che nulla verrà concordato senza la partecipazione degli europei”. In questo contesto, l’Ue ha la possibilità di veicolare la propria posizione sulla crisi alle porte dell’Ucraina con l’approvazione del gasdotto Nord Stream 2, come ha ricordato Borrell. L’infrastruttura nel Baltico “è un investimento privato”, ha detto il diplomatico spagnolo, specificando che il gasdotto è terminato “e sono in sospeso le opinioni dei regolatori” per decidere se possa operare o meno. “La Commissione europea non la considera una infrastruttura prioritaria perché non contribuisce all’autonomia strategica energetica dell’Europa”, ha spiegato. “Ma in una economia di mercato le persone possono investire i loro denari” e “se ci sono qualifiche positive da parte dei regolatori potrà lavorare”, ha detto. “Certamente il funzionamento dell’infrastruttura dipenderà anche dallo sviluppo degli eventi in Ucraina e dall’attitudine della Russia. Non si può immaginare che pensiamo da un lato di imporre sanzioni, se necessario, e dall’altro di aprire una infrastruttura. Ovviamente è legato alla situazione militare in Ucraina. E’ ovvio. Ma se tutto va bene e riduciamo le tensioni e non accade nulla, allora sta al regolatore decidere se l’infrastruttura può operare o no”, ha proseguito. “Possiamo avere opinioni diverse”, “ma siamo in uno spazio politico sottoposto allo stato di diritto e faremo cosa i regolatori decideranno”, ha aggiunto. L’Unione europea starebbe anche valutando una missione per la formazione degli alti ufficiali dell’esercito ucraino. “Abbiamo inviato una missione in Ucraina per analizzare sul terreno la fattibilità e spero che potremo prendere presto una decisione”, ha rilevato Borrell.

“Come europei siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità ed a fare pesare le conseguenze massicce sulla Russia se questa si azzardasse a lanciare un’offensiva contro l’Ucraina”, ha detto a sua volta Parly, specificando tuttavia che “il dialogo è il solo modo di ridurre nel tempo queste tensioni”. La ministra francese ha poi commentato il Consiglio Nato-Russia avvenuto ieri a Bruxelles. “Questa discussione è stata soprattutto l’occasione per gli europei di far sentire la loro voce su un tema che li riguarda direttamente e cioè la sicurezza e la stabilità del continente”. Parly ha poi affrontato un altro dei temi della riunione odierna, ovvero il Mali. Le decisioni prese dalla Comunità economica dei Paesi dell’Africa occidentale (Cedeao) il 9 gennaio scorso in merito alle sanzioni imposte contro Bamako “consistono in una chiusura delle frontiere e dello spazio aereo ma non consideriamo che questo divieto di voli riguardi i voli militari”, ha spiegato la ministra, commentando le recenti accuse mosse da Bamako, che ha denunciato il sorvolo di un aereo militare francese, un Air Force A400M, sulla rotta Abidjan-Gao, mentre nel Paese è in vigore un embargo aereo. “Abbiamo quindi stabilito dei contatti a questo fine con le autorità competenti. Io non interpreto, gestisco una situazione” che “non ha l’obiettivo di perdurare”, ha detto Parly.



Spazio poi alla bussola strategica, sulla quale “la discussione sta procedendo bene e ci sono dei cambiamenti che non hanno impatto sulla proposta di una capacità di dispiegamento rapido”, come ha evidenziato Borrell. “Ci sono dei cambiamenti” rispetto al testo inizialmente presentato, “ma nessuno riguarda l’idea di sviluppare una capacità di dispiegamento rapido. Questa continua a essere una parte della proposta e sono pienamente sicuro che ne sarà alla fine una parte importante”, ha sottolineato Borrell, aggiungendo che “gli ultimi eventi visti sono un grande incentivo a sviluppare questa capacità”. Per quanto riguarda i tempi, Borrell ha spiegato che ci deve essere l’approvazione politica a marzo nel Consiglio europeo. “Se ci sarà, e lo spero, inizieremo immediatamente a lavorare per rendere operativa” l’idea della bussola strategica. “Sarei molto sorpreso se ci fossero degli imprevisti all’ultimo momento”, ha sottolineato. Parly ha lanciato infine un appello per l’elaborazione di una strategia europea nel settore spaziale dedicata alla sicurezza e alla difesa. “Questa strategia ci deve permettere di stabilire un riconoscimento comune dei rischi e delle minacce ma anche di apportare le risposte appropriate”, ha affermato la ministra. “Organizzeremo un esercitazione che abbiamo chiamato esercizi Asterix che si terrà a Tolosa nel marzo prossimo e che ci darà l’occasione di riunirci di nuovo per riflettere agli orientamenti che dobbiamo dare a questa strategia spaziale europea di Difesa”, ha concluso Parly.

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