Myanmar: il viceministro degli Esteri di Brunei nominato inviato dell’Asean

Erywan lavorerà per edificare un clima di fiducia e medierà con tutti i protagonisti della crisi politica birmana

asean myanmar Erywan Yusof

L’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) ha raggiunto dopo mesi di stallo un accordo in merito alla nomina di un inviato speciale dell’Associazione nel Myanmar. I ministri dei Paesi membri dell’associazione hanno affidato l’incarico al viceministro degli Esteri di Brunei, Erywan Yusof. Nella sua veste di inviato, il funzionario tenterà di mediare a nome dei Paesi della regione una soluzione alla crisi politica ed economica innescata nel Myanmar dal golpe militare del primo febbraio scorso. Erywan lavorerà per edificare un clima di fiducia e medierà con tutti i protagonisti della crisi politica birmana. La nomina dell’inviato è stata annunciata tramite un comunicato congiunto diffuso nella serata di ieri, 3 agosto, nel quale l’Asean ribadisce la propria preoccupazione in merito al controllo delle istituzioni democratiche birmane da parte delle Forze armate, e ai resoconti di violenze e repressioni giunti da quel Paese negli ultimi mesi. L’ultimo rapporto dell’Associazione indipendente per l’assistenza die prigionieri politici stima che 939 persone siano state uccise a Myanmar durante le proteste anti-giunta; i conflitti armati tra milizie etniche e forze di sicurezza nelle aree rurali del Paese avrebbero comportato anche un aumento di decessi tra militari e agenti di polizia. Il comunicato dell’Asean non esplicita alcuna richiesta di scarcerazione dei prigionieri politici, ma si limita a prendere atto delle pressioni internazionali per una rapida risoluzione della crisi.



I ministri degli Esteri dell’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) hanno tenuto un incontro online lunedì 2 agosto, per tentare di superare le divisioni relative alla crisi politica in atto a Myanmar. L’incontro, che doveva durare circa due ore, si è invece protratto per cinque, secondo quanto riferito a margine dei colloqui dalla ministra degli Esteri dell’Indonesia, Retno Marsudi. Quest’ultima ha definito le discussione “molto aperte”, ma non ha fornito indicazioni di alcun progresso concreto verso una risoluzione per il Myanmar. Marsudi ha dichiarato che l’Indonesia sollecita il Myanmar e l’Asean ad accelerare il processo di nomina di un inviato dell’Asean in quel Paese dell’Asia meridionale. La ministeriale in videoconferenza ha seguito di poche ore la nomina a primo ministro del leader della giunta birmano, generale Min Aung Hlaing. Con la ministeriale, l’Asean ha inaugurato lunedì una settimana di incontri che coinvolgono anche Paesi quali Stati Uniti e Cina. Sino a sabato sono in programma circa 20 tra incontri online e conferenze stampa, ha annunciato Brunei, che quest’anno regge la presidenza di turno dell’Associazione. Tra i temi in cima all’agenda delle discussioni, oltre al Myanmar, anche le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e la pandemia di Covid-19.

Il Consiglio per l’amministrazione dello Stato del Myanmar ha annunciato tramite una nota ufficiale il primo agosto la nomina a primo ministro del capo della giunta militare di quel Paese, generale Min Aung Hlaing. Il capo dell’Esercito diventa così ufficialmente il capo di un “esecutivo provvisorio” che dovrebbe riportare il Paese alle urne entro agosto 2023. La scorsa settimana la giunta ha cancellato i risultati delle elezioni politiche che si sono svolte alla fine dello scorso anno, sostenendo di aver verificato oltre 11 milioni di voti fraudolenti. Le elezioni erano state vinte a larga maggioranza dalla Lega nazionale per la democrazia di Aung San Suu Kyi, che attualmente si trova agli arresti domiciliari.



Il leader della giunta birmana Min Aung Hlaing ha promesso che le elezioni in Myanmar si terranno entro il mese di agosto del 2023 e che lo stato di emergenza verrà revocato. “Mi impegno a tenere elezioni multipartitiche per certo”, ha detto il generale durante un intervento in diretta televisiva, nel quale ha di fatto rimandato la tempistica annunciata inizialmente dai militari al potere dopo il colpo di Stato dell’1 febbraio scorso. Hlaing ha inoltre sostenuto che il Myanmar “è pronto a lavorare sulla cooperazione con l’Asean, compreso il dialogo con il suo inviato speciale” nel paese. Min Aung Hlaing ha anche ribadito l’impegno a ripristinare la democrazia, pur senza specificare tempistiche, e annunciato l’istituzione di un non meglio precisato “sindacato basato sulla democrazia e sul federalismo”.

Gli Stati Uniti hanno liquidato i piani della giunta militare birmana per la convocazione di nuove elezioni nel 2023 come un tentativo del governo militare di guadagnare tempo, ed hanno sollecitato l’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) a intensificare le pressioni su quel Paese, nominando al più presto un inviato. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha sostenuto questa linea nel corso di una serie di incontri in videoconferenza organizzati questa settimana dall’Asean per far fronte alla crisi politica birmana e alle altre questioni in cima all’agenda dei Paesi del Sud-est asiatico. Secondo un funzionario del dipartimento di Stato citato dalla stampa Usa, la nomina del capo della giunta birmana a primo ministro è “un segnale all’Asean della necessità di intensificare gli sforzi, perché è chiaro che la giunta birmana sta cercando di guadagnare tempo e vuole continuare a dilatare il calendario a proprio esclusivo beneficio”.

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