Myanmar: l’Asean presenta alla giunta lista di candidati per l’incarico di inviato speciale

La lista è stata presentata alla giunta in occasione della visita a Naypyidaw del viceministro per gli Affari esteri del Brunei

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L’Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico (Asean) ha presentato alla giunta militare birmana una lista di candidati per l’incarico di inviato speciale dell’Associazione nel Myanmar, che verrà chiamato in futuro a mediare tra la giunta e le forze pro-democrazia del Paese. La lista è stata presentata alla giunta venerdì 4 giugno, in occasione della visita a Naypyidaw del viceministro per gli Affari esteri del Brunei, Dato Erywan Pehin Yusof, e del suo connazionale segretario generale dell’Asean, Lim Jock-Hoi. La delegazione del Brunei ha incontrato il capo della giunta militare birmana, Min Aung Hlaing, col quale ha fatto il punto della crisi politica in corso nel Paese. La nomina di un inviato speciale costituisce uno dei cinque punti concordati in occasione del summit straordinario dell’Asean tenuto in Indonesia lo scorso aprile.



L’opposizione in Myanmar ha perso fiducia nelle iniziative dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) volte a risolvere la crisi aperta dal colpo di Stato militare dello scorso primo febbraio. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa online Moe Zaw Oo, vice ministro degli Esteri del Governo di unità nazionale (Gun), l’esecutivo ombra formato in opposizione alla giunta militare e considerato da quest’ultima una “organizzazione terroristica”. “Abbiamo poca fiducia negli sforzi dell’Asean. Tutte le nostre speranze sono svanite. Non vediamo un piano credibile”, ha affermato Moe Zaw Oo. Parole che giungono nello stesso giorno in cui il capo della giunta, il generale Min Aung Hlaing, ha incontrato il segretario generale dell’Asean, Lim Jock Hoi, e il delegato del Brunei (presidente di turno dell’associazione) Erywan Yusof.

Secondo l’emittente televisiva “Myawaddy”, legata all’esercito, le parti hanno discusso della cooperazione sugli affari umanitari, della convocazione di elezioni una volta che il Paese sarà stabilizzato e delle irregolarità denunciate dai militari nelle elezioni del novembre dello scorso anno, causa principale del colpo di Stato di febbraio. La visita odierna rientra nel quadro dell’intesa su cinque punti raggiunta ad aprile a Giacarta dal generale Hlaing e dai leader Asean. Il Myanmar è teatro di un’acuta crisi politica dallo scorso primo febbraio, quando la giunta militare guidata dal generale Min Aung Hlaing ha preso il potere con un colpo di Stato esautorando il parlamento eletto nel novembre del 2020 e arrestando il presidente Win Mynt e la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi. Da allora sono in corso proteste in tutto il Paese represse duramente dai militari: secondo l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici sono oltre 800 le persone rimaste uccise nelle violenze.



Il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa, Peter Maurer, ha incontrato il 3 giugno il capo della giunta militare di Myanmar, generale Min Aung Hlaing. L’incontro ha segnato il culmine della prima visita di un funzionario internazionale di alto livello a Naypyidaw dal golpe militare del primo febbraio scorso. Nel corso del colloquio con il capo della giunta, Maurer ha chiesto che vengano nuovamente autorizzate le visite di delegazioni della Croce rossa internazionale ai penitenziari birmani, e che venga dato maggiore accesso all’assistenza umanitaria nelle aree di conflitto del Myanmar. Maurer ha anche sollecitato la fine delle violenze sui civili e il “rispetto del diritto internazionale” e degli operatori medici durante le operazioni di sicurezza. Secondo fonti citate dal quotidiano “Nikkei”, Hlaing non ha assunto impegni precisi o vincolanti, ma non ha nemmeno respinto le richieste di Maurer, e per tale ragione la Croce rossa internazionale ritiene che il colloquio di ieri costituisca un passo nella giusta direzione. Nei mesi scorsi la giunta militare birmana ha negato l’ingresso nel Paese all’inviato speciale delle Nazioni Unite e ad altri funzionari di alto livello. Le visite della Croce rossa ai penitenziari del Myanmar sono stati sospesi lo scorso anno nel contesto della pandemia di coronavirus.

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