Myanmar: Onu raccoglie prove su “seri crimini contro l’umanità” dopo il colpo di Stato

Il relatore delle Nazioni Unite: "Diffusi e sistematici attacchi contro i civili"

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Seri crimini contro l’umanità sono stati commessi in Myanmar dopo il colpo di Stato militare dello scorso primo febbraio, con “diffusi e sistematici” attacchi contro i civili. Lo afferma il relatore delle Nazioni Unite Nicholas Koumjian, a capo del Meccanismo investigativo indipendente per il Myanmar, che ha ricevuto oltre 200 mila segnalazioni e che ha raccolto 1,5 milioni elementi di prova “da utilizzare un giorno per portare davanti alla giustizia i responsabili”. Gli investigatori hanno rilevato una risposta misurata da parte delle forze di sicurezza alle manifestazioni delle prime sei settimane dopo il colpo di Stato, seguita da metodi “molto più violenti” usati per reprimere successivamente i dimostranti.



“Questo è accaduto in diverse aree e nello stesso momento, cosa che porta a concludere logicamente che si tratta di una decisione politica assunta a livello centrale. Inoltre, abbiamo visto che sono stati presi di mira gruppi ben precisi, tra cui giornalisti, operatori medici e oppositori politici, in particolare attraverso arresti e detenzioni arbitrarie”, spiega Koumjian, avvocato statunitense che ha già ricoperto in passato l’incarico di procuratore internazionale per i crimini di guerra commessi in Cambogia, Timor Est e Bosnia. Le prove sono state raccolte grazie a varie fonti, inclusi singoli individui, organizzazioni, imprese ed enti governativi, e includono fotografie, video, testimonianze e post sui social media “che possono essere significativi per determinare quali crimini sono stati commessi e chi ne è responsabile”.

Il golpe è avvenuto nel giorno della convocazione della prima sessione del nuovo parlamento, dominato dalla Lega nazionale per la democrazia (Lnd) di Aung San Suu Kyi a seguito delle elezioni del novembre del 2020, macchiate da diffusi brogli secondo i militari. La giunta, guidata dal generale Min Hlaing Aung, ha arrestato la stessa consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e altri esponenti di spicco del governo e dell’Lnd. Secondo gli osservatori, il colpo di Stato militare è stato favorito dalla vicina Cina, intenzionata a limitare la crescita dell’influenza indiana nel Paese.



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