Myanmar: rilasciato il giornalista statunitense Danny Fenster

La scorsa settimana era stato condannato a 11 anni di reclusione

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Il giornalista statunitense Danny Fenster è stato rilasciato in Myanmar dopo essere stato condannato la scorsa settimana a 11 anni di carcere. Lo ha annunciato poco fa su Twitter il suo datore di lavoro. “Grandi notizie. Ho sentito che Danny Fenster è uscito (di prigione)”, ha scritto Sonny Swe, editore del magazine “Frontier Myanmar”, senza fornire ulteriori dettagli. Fenster, giornalista statunitense 37enne agli arresti a Myanmar dallo scorso maggio, è stato condannato la scorsa settimana a 11 anni di reclusione dopo essere stato ritenuto colpevole di diversi reati tra i quali incitamento all’odio e diffusione di informazioni false. Appena due giorni prima l’avvocato del giornalista, Than Zaw Aung, aveva annunciato che Fenster era stato incriminato anche per i reati di terrorismo e sedizione. Il 37enne statunitense, direttore manageriale di “Frontier Myanmar”, era stato arrestato lo scorso maggio mentre tentava di imbarcarsi in un volo in uscita dal Paese presso l’aeroporto internazionale di Yangon. Non è ancora chiaro quali circostanze abbiano motivato le nuove accuse, che potrebbero costare al giornalista due condanne a 20 anni di reclusione ciascuna in aggiunta a quella comminatagli oggi. Le autorità birmane hanno ignorato Fenster in occasione di una recente amnistia che ha portato al rilascio di centinaia di persone arrestate durante le proteste anti-golpe dei mesi scorsi.



La scorsa settimana una corte del Myanmar ha condannato due membri della Lega nazionale per la democrazia, il partito del consigliere di Stato deposto Aung San Suu Kyi, rispettivamente a 90 e 75 anni di reclusione. Le sentenze sono le più pesanti sinora comminate a membri del partito di Suu Kyi, deposta da un golpe militare il primo febbraio scorso, dopo le ultime elezioni tenute nel Paese. La condanna a 90 anni di reclusione è stata comminata all’ex ministro per la Pianificazione dello Stato di Kayin, Than Naing; a suo carico pendevano sei capi d’accusa per corruzione. Il 67enne Nan Khin Htwe Myint, ex ministro capo dello Stato di Kayin, è stato condannato invece a 15 anni reclusione per ciascuno di cinque capi d’imputazione. La stessa Aung San Suu Kyi è sotto processo per corruzione e per numerosi altri capi d’accusa, che i suoi sostenitori affermano essere puramente motivati dalla volontà della giunta militare di screditarla e legittimare il golpe.

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