Myanmar: scontri fra esercito e milizie anti-giunta nell’est, uccisi almeno 40 militari

Le prime violenze sono scoppiate a Moe Bye, al confine dello stato Shan-Kayah

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Nuovi scontri sono scoppiati oggi nell’est del Myanmar fra i combattenti ostili alla giunta militare che è salita al potere con il colpo di Stato dell’1 febbraio e le truppe dell’esercito birmano, nei quali sono rimasti uccisi in totale circa 40 militari, quattro sono stati catturati e una stazione di polizia è stata rasa al suolo. Ne parla il sito di informazione birmano “Irrawaddy”, precisando che i combattenti anti-giunta sono membri della Forza di difesa popolare Karenni (Pdf), formata da combattenti della resistenza civile, e dell’esercito Karenni nello stato di Kayah. Le prime violenze sono scoppiate questa mattina a Moe Bye, al confine dello stato Shan-Kayah, con scontri a fuoco che si sono prolungati fino intorno a mezzogiorno e durante i quali secondo il “Kantarawaddy Times” le forze pro-giunta hanno sparato colpi di artiglieria contro case di civili, distruggendone due e ferendo due persone. Fra le vittime, 15 in totale, “Irrawaddy” conteggia anche un combattente delle Pdf di 27 anni, mentre altri cinque di loro sono rimasti feriti. Scontri prolungati sono stati segnalati oggi anche nella municipalità di Demoso, nello Stato di Kayah, con circa 24 militari uccisi sull’autostrada Loikaw-Demoso. I combattimenti sono continuati fino alla sera, mentre i residenti di Loikaw hanno bloccato le strade di Demoso per ostacolare gli spostamenti dei sostenitori della giunta. Mentre scriviamo “Irrawaddy” riferisce infatti che veicoli blindati sono stati segnalati in direzione della città.



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