Napoli zona rossa, per il sindaco de Magistris “è inevitabile”

I contagi crescono - spiega il primo cittadino - così come i ricoveri e l'occupazione delle terapie intensive

de magistris

Zona rossa inevitabile a Napoli ma anche in Campania. E’ questa la previsione del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine del Consiglio comunale tenutosi oggi. “I contagi crescono – spiega il primo cittadino – così come i ricoveri ospedalieri e l’occupazione delle terapie intensive”. La prospettiva di de Magistris è chiudere oggi in vista di una “primavera più tranquilla”.



Rispetto al rinvio delle amministrative ha detto “dalle notizie che abbiamo recepito si sta lavorando a un unico provvedimento che rinvii tutte le elezioni”. “Comprese – aggiunge il primo cittadino – le regionali in Calabria”. De Magistris, candidato alla presidenza della Regione, sottolinea: “Questa decisione sottolinea un’assenza di rispetto nei confronti dei cittadini calabresi: qui le elezioni erano già previste per l’11 aprile perché manca un presidente, al momento c’è solo un vicepresidente facente funzioni”. “Nonostante sussista un incombente problema democratico – rileva de Magistris – il rinvio è giustamente motivato da misure di carattere sanitario. La soluzione più logica, tuttavia, sarebbe rinviare alla prima data in cui il numero di contagi sia diminuito, come ad esempio il mese giugno, coniugando così la necessità sanitaria e democratica”. Per il candidato alla presidenza calabrese, la data di ottobre non sarebbe auspicabile, e sarebbe un provvedimento “non motivato da ragioni sanitarie, ma di natura politica”.

“Siamo una piccola lista civica, ma facciamo paura”, sottolinea de Magistris. “Inoltre – aggiunge – ci sono una serie di obblighi in vista della competizione elettorale che non toccano i grandi partiti, come ad esempio la raccolta delle firme che abbiamo lanciato oggi”. “Per le amministrative – conclude il sindaco di Napoli – ci potrebbe stare un rinvio, perché nei Comuni ci sono sindaci democraticamente eletti, ma per la Calabria votare a ottobre significa stare un anno senza presidente democraticamente eletto”.



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