Nato: ministeriale Esteri a Riga, vigilanza contro azioni russe sul fianco orientale

Tanti i temi affrontati dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nella conferenza stampa al termine della due giorni della ministeriale Esteri dell’Alleanza atlantica

Nato-ministeriale a Riga

Le tensioni con la Russia lungo il fianco Est dell’Alleanza atlantica, la situazione in Afghanistan dopo il ritorno dei talebani e la stabilità dei Balcani occidentali alla luce della crisi politica in Bosnia Erzegovina. Questi i temi centrali affrontati dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nella conferenza stampa a Riga al termine della due giorni della ministeriale Esteri dell’Alleanza atlantica. Dopo aver condannato l’uso “cinico e disumano” dei migranti da parte della Bielorussia, al termine della prima giornata ieri sera, Stoltenberg ha rimarcato oggi che la Nato deve rimanere “vigile” davanti alle azioni della Russia ammonendo che qualsiasi futura aggressione da parte di Mosca avrebbe “ripercussioni politiche ed economiche”. Stoltenberg ha indicato in particolare “le continue azioni aggressive e destabilizzanti della Russia contro i suoi vicini, ed il suo accumulo militare dentro e intorno all’Ucraina”. “Dobbiamo rimanere vigili ed evitare l’escalation. I ministri hanno chiarito che qualsiasi futura aggressione russa avrebbe un prezzo elevato e avrebbe gravi conseguenze politiche ed economiche per la Russia”, ha sottolineato il segretario generale Nato, che ha ricordato che Georgia e Ucraina “sono partner stretti e di lunga data della Nato” che contribuiscono alle missioni e operazioni della Alleanza e aspirano all’adesione. “Il nostro sostegno alla loro sovranità e integrità territoriale rimane incrollabile e rimaniamo impegnati a migliorare il nostro sostegno a entrambi i Paesi”, ha evidenziato Stoltenberg. “La Russia prova a ristabilire un controllo sui suoi vicini. E questo è un mondo a cui non vogliamo tornare”, ha sottolineato il segretario generale della Nato. “L’Ucraina è una nazione indipendente e sovrana con confini riconosciuti” che “devono essere rispettati”, ha spiegato. “Quindi, l’idea che è una provocazione il fatto che la Nato sostiene nazioni sovrane è sbagliata. Si tratta di rispettare la sovranità della volontà della popolazione dell’Ucraina”, ha aggiunto.



Riguardo la situazione nei Balcani occidentali, Stoltenberg ha detto che la Nato sostiene l’integrità della Bosnia ed Erzegovina ed è preoccupata per la retorica aggressiva dell’esponente serbo della presidenza tripartita bosniaca, Milorad Dodik. “La Nato sostiene fortemente l’integrità della Bosnia Erzegovina”, ha detto. “Siamo preoccupati dalla retorica aggressiva di Dodik” che “mina gli accordi di Dayton e gli sforzi per costruire una stabile e multietnica Bosnia ed Erzegovina. La Nato continuerà a dare sostegno”, ha aggiunto. La Nato – ha assicurato Stoltenberg – promuoverà stabilità, sicurezza e cooperazione nei Balcani occidentali. “Abbiamo discusso di stabilità e sicurezza nei Balcani occidentali. La regione ha fatto molta strada dai conflitti degli anni ’90. Ma recentemente abbiamo visto aumentare le tensioni. Compreso il Kosovo, così come la Bosnia ed Erzegovina. Con una retorica più aggressiva, riforme in stallo e attori stranieri che lavorano per minare il progresso”, ha spiegato Stoltenberg secondo cui i ministri hanno “concordato sull’importanza della presenza” alleata, compresa la missione Kfor in Kosovo e gli uffici Nato a Sarajevo e a Belgrado.

Parlando infine dell’Afghanistan, Stoltenberg ha definito il ritorno dei talebani “una tragedia per il popolo afgano”. “La Nato ha messo fine alla sua presenza, ma gli alleati continuano a dare sostegno umanitario” con le organizzazioni umanitarie internazionali e l’Onu, ha assicurato il segretario generale. Stoltenberg ha quindi rivendicato che la missione della Nato in Afghanistan non è stata vana, ma il compito più elevato di costruzione della nazione si è rivelato molto più difficile e, quindi, per il futuro sarà necessario garantire che i livelli di ambizione degli alleati rimangano realistici. “I ministri hanno avuto una discussione approfondita su queste lezioni e come possiamo migliorare il modo in cui la Nato pianifica e conduce future operazioni di gestione delle crisi sia a livello politico che militare”, ha detto Stoltenberg. Il segretario generale ha evidenziato che “la missione della Nato in Afghanistan non è stata vana” perché “da oltre vent’anni non si registrano attacchi terroristici contro i nostri Paesi organizzati dall’Afghanistan”. In quel contesto, “solo la Nato aveva la capacità e la volontà politica per condurre questa massiccia e complessa operazione di gestione delle crisi. Ed è chiaro che la gestione delle crisi deve rimanere un compito fondamentale per la Nato”. Allo stesso tempo, “dobbiamo riconoscere che la comunità internazionale, compresa la Nato, l’Onu, l’Ue e altri attori, ha innalzato il livello di ambizione alla costruzione della nazione” e “questo compito più ampio si è rivelato molto più difficile”, ha sottolineato Stoltenberg. “Quindi dobbiamo garantire che i nostri livelli di ambizione rimangano realistici”, ha proseguito. “Nonostante il coraggioso servizio di molti soldati afgani e anni di sostegno internazionale, questi sono stati ostacolati dalla corruzione, dalla scarsa leadership e dall’incapacità di sostenere le proprie forze. Per il futuro, dobbiamo garantire che gli sforzi di addestramento della Nato creino più forze autosufficienti”, ha spiegato il segretario generale della Nato.



Stoltenberg ha evidenziato che i ministri hanno convenuto “che avremmo beneficiato di discussioni più significative sui negoziati dell’accordo Usa-talebani concluso nel febbraio dello scorso anno”, ma che “le consultazioni di quest’anno sul futuro della nostra missione sono state aperte e sincere”. Sulla base di queste consultazioni, “abbiamo deciso insieme di porre fine alla missione della Nato in Afghanistan”, ha continuato Stoltenberg ricordando il ponte aereo di Kabul ad agosto, la fornitura di funzioni critiche “per garantire il funzionamento dell’aeroporto di Kabul” e “il coordinamento delle operazioni di evacuazione a terra”. Inoltre, “gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Turchia e la Norvegia hanno assicurato la sicurezza e gestito l’aeroporto in circostanze estremamente difficili”, ha detto Stoltenberg. “Per il futuro, dovremmo esplorare come rafforzare la capacità della Nato di condurre sforzi di evacuazione di non combattenti su larga scala e a breve preavviso, o attraverso la Forza di risposta della Nato o come forza autonoma”, ha proseguito. E “dobbiamo mantenere i nostri sforzi per combattere il terrorismo e costruire le capacità dei nostri partner. Anche attraverso il lavoro fondamentale della nostra missione di addestramento in Iraq”, ha concluso il segretario generale.

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