Nave Ever Given, l’ammiraglio Mamish: “Non salperà prima della fine delle indagini”

Due funzionari dell'Autorità del Canale di Suez ad Agenzia Nova: "La colpa è del capitano"

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La nave portacontainer Ever Given potrà lasciare le acque egiziane solo dopo la fine delle indagini sull’incagliamento del 23 marzo scorso. Lo ha detto ieri sera all’emittente televisiva “Al Hadath” l’ammiraglio Mohab Mamish, consigliere presidenziale per il Canale di Suez e per i progetti dei porti marittimi. “La nave non partirà a meno che non ottenga il permesso dalla procura egiziana e le indagini siano finite”, ha detto Mamish, aggiungendo che “le indagini dovrebbero svolgersi alla presenza dei proprietari della nave e anche dell’Autorità del canale di Suez (Sca)”. Il capitano della portacontainer battente bandiera panamense, ha chiarato Mamish, “è il primo responsabile delle manovre lungo il Canale di Suez, non i piloti della Sca”, ha aggiunto l’ex capo della Sca.



Due funzionari dell’Autorità del Canale di Suez hanno riferito ad “Agenzia Nova” che “una manovra sbagliata del capitano della nave ha fatto sbandare la portacontainer durante il maltempo”. Le fonti hanno tenuto a precisare che l’incagliamento della nave, a loro dire, non può essere imputabile esclusivamente al maltempo. “La colpa è del capitano. Altre 12 grandi navi avevano già attraversato lo stesso tratto del Canale di Suez con le stesse condizioni meteorologiche martedì 23 marzo”, hanno aggiunto i funzionari egiziani. Vale la pena ricordare che la prassi vuole che i piloti della Sca salgano a bordo delle navi che percorrono la via d’acqua, ma il timone – assicurano le autorità egiziane – rimane sempre in mano all’equipaggio. La responsabilità di quanto accaduto il 23 marzo è cruciale ai fini del risarcimento danni miliardario che potrebbe essere chieste dopo il blocco di una delle principali rotte commerciali mondiali.

La Ever Given, con una lunghezza di 400 metri, una larghezza di 59 metri e una stazza lorda di 224 mila tonnellate, è una delle navi portacontainer più grandi del mondo che il 23 marzo ha urtato contro l’argine roccioso del Canale nei pressi della località di Ma’diyah a circa 8 chilometri a nord dell’imbocco meridionale della via d’acqua di Port Tawfik. Il Canale di Suez collega il Mediterraneo al Mar Rosso e fornisce il collegamento marittimo più breve tra l’Asia e l’Europa. La nave è stata costruita in Giappone nel 2018. In questi anni le compagnie di navigazione si sono rivolte a navi di grandi dimensioni per migliorare le economie di scala, mentre alcune rotte chiave – tra cui il Canale di Suez – sono state ampliate e approfondite nel corso degli anni per accogliere sia super petroliere che portacontainer con stazza lorda superiore alle 200 mila tonnellate. In anni recenti il Canale di Suez è stato più volte teatro di incagli di imbarcazioni che hanno interrotto la navigazione. Nell’ottobre 2017, i rimorchiatori sono riusciti a sbloccare la OOCL Japan dopo poche ore. In uno dei ritardi più gravi, il Canale è stato chiuso per tre giorni nel 2004 dopo che una petroliera, Tropic Brilliance, si era arenata.



 

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