Nel terzo trimestre produzione industriale aumentata dello 0,1%

Il quarto trimestre, si legge nel documento di Confindustria, si sarebbe aperto in crescita con lo 0,2%

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Nel terzo trimestre dell’anno la produzione industriale italiana è cresciuta dell’un per cento rispetto ai tre mesi precedenti: un ritmo più contenuto rispetto alla variazione positiva di 1,5 e 1,2 punti registrata rispettivamente nel primo e nel secondo. È quanto si legge nell’indagine rapida del Centro studi di Confindustria sulla produzione industriale a novembre. Il quarto trimestre, si legge nel documento, si sarebbe aperto in crescita con lo 0,2 per cento in più rispetto ad ottobre, mentre a settembre si era rilevata una riduzione dell’attività dello 0,1 per cento: le ragioni del rallentamento sono riconducibili a fattori limitativi della produzione, come la scarsità di alcune componenti e materie prime, il maggior ricorso alle scorte di magazzino, il rallentamento produttivo dei principali partner commerciali e il maggior grado di incertezza. In ogni caso, prosegue la nota, a settembre e ottobre i livelli di attività si sono comunque mantenuti superiori di oltre l’un per cento rispetto alla media dei primi otto mesi dell’anno: gli ordini in volume destagionalizzati sarebbero aumentati in settembre ed ottobre rispettivamente dell’un per cento e dello 0,6 per cento sul mese precedente.



Gli indicatori congiunturali, scrive Confindustria, hanno continuato a segnalare una dinamica espansiva dell’attività nell’industria, ma in attenuazione a settembre, mentre di nuovo in crescita ad ottobre: la fiducia delle imprese manifatturiere e dei servizi a settembre è leggermente peggiorata, per via del rallentamento dei giudizi e delle attese sui livelli di produzione, e sugli ordini, fattori che hanno invece trainato l’incremento di ottobre. Nonostante il grado di utilizzo degli impianti da parte delle imprese manifatturiere nel terzo trimestre abbia raggiunto il valore più alto dal dicembre 2018 (78,1 per cento), la scarsità di manodopera, l’insufficienza di materiali, l’aumento dei costi di esportazione e l’allungamento dei tempi di consegna sono stati percepiti come elementi di crescente ostacolo alla produzione. Il recente calo dei prezzi di alcuni fattori produttivi, come il gas e i noli marittimi, potrebbe anticipare un prossimo allentamento delle tensioni dal lato dell’offerta.

Sempre nel mese di settembre, l’indice Pmi manifatturiero ha mantenuto un profilo espansivo, ma meno che in agosto, mentre in ottobre è tornato ad aumentare: secondo le imprese del campione di Ihs-Markit, hanno pesato negativamente le interruzioni sulla catena di distribuzione, che hanno indotto un ulteriore allungamento dei tempi medi di consegna e un incremento del lavoro inevaso. Un altro elemento che potrebbe aver inciso negativamente a settembre e potrebbe dispiegare alcuni effetti sfavorevoli anche nei mesi a venire, è la moderazione dell’attività economica dei partner commerciali: la produzione tedesca nel terzo trimestre è scesa del 2,8 per cento rispetto al secondo, quella francese è salita dello 0,9 per cento. Un ultimo fattore negativo è stato l’incremento dell’incertezza di politica economica: l’indice calcolato da Baker, Bloom e Davies è salito del 149 per cento in settembre, per ridursi in ottobre.



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