Nepal: presidente Bhandari scioglie la Camera e indice elezioni anticipate

La decisione è stata presa su raccomandazione del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli

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La presidente della Repubblica del Nepal, Bidya Devi Bhandari, ha sciolto la Camera dei rappresentanti, la camera bassa del parlamento federale, e indetto elezioni anticipate per novembre. Il voto è previsto in due fasi, il 12 e il 19 novembre. Lo ha annunciato un comunicato dell’ufficio di presidenza. La decisione è stata presa nella notte, su raccomandazione del primo ministro, Khadga Prasad Sharma Oli, dopo una giornata convulsa. Ieri, infatti, sia il premier in carica sia un’alleanza di forze di opposizione hanno rivendicato l’incarico di governo, sostenendo di avere l’appoggio della maggioranza dei deputati (la soglia è di 136 seggi).



È la seconda volta in pochi mesi che la Camera viene sciolta. Il precedente scioglimento risale al 20 dicembre ed è stato seguito da 13 petizioni alla Corte suprema, che il 23 febbraio ha definito quell’atto illegittimo e ha ingiunto la riconvocazione dell’aula. Il collegio costituzionale di cinque membri incaricato del caso – presieduto dal giudice capo, Cholendra Shumsher Rana, affiancato da Bishwambhar Prasad Shrestha, Tej Bahadur K.C., Anil Kumar Sinha e Sapana Pradhan Malla – si è pronunciato all’unanimità: i giudici hanno stabilito che, sulla base degli articoli 76 e 85 della Costituzione, non c’erano motivi sufficienti a sciogliere la Camera poiché i due articoli prevedono che possa essere sciolta solo in caso di voto di sfiducia o al termine naturale della legislatura, di cinque anni.

La crisi di governo è legata a un conflitto interno ai comunisti. Il Partito comunista del Nepal marxista-leninista unificato (Cpn-Uml) di Oli e il Partito comunista del Nepal – Centro maoista (Cpn-m) di Pushpa Kamal Dahal si erano presentati da alleati e annunciando la fusione alle elezioni di fine 2017, vincendole nettamente. La fusione è avvenuta nel 2018, dando vita al Partito comunista del Nepal (Ncp), ma l’integrazione politica non è mai stata completata per divergenze ideologiche e personali tra Oli e Dahal. Dopo mesi di scontri tra i due leader le due componenti erano sostanzialmente arrivate alla scissione. Il 7 marzo la Corte suprema ha di fatto annullato la fusione del 2018 dichiarando illegittimo il riconoscimento da parte della Commissione elettorale del Partito comunista del Nepal cofondato da Oli e Dahal perché il nome era già stato registrato. Il giudizio ha dato ragione a Rishi Ram Kattel, presidente dell’omonimo Partito comunista del Nepal fondato nel 2013. La sentenza ha ripristinato il Centro maoista e l’Uml. Madhav Kumar Nepal, capocorrente dell’Uml che si era schierato con Dahal, con il suo gruppo, ha fatto ritorno nell’Uml, e a una difficile convivenza con Oli.



Il 10 maggio Oli è stato sfiduciato dalla Camera dei rappresentanti. La sfiducia è stata votata dal Congresso nepalese (Nc), dal Centro maoista (Cpn-m) e dalla corrente di Upendra Yadav del Partito socialista del popolo (Psp), mentre la minoranza interna all’Uml si è astenuta. Pochi giorni dopo, però, poiché i suoi avversari non avevano trovato un accordo per un governo alternativo e l’Uml aveva ancora la maggioranza relativa, Oli ha ricevuto un nuovo incarico, con la scadenza del 14 giugno per ottenere la fiducia.

La Costituzione del Nepal prevede, all’articolo 76, comma 2, che in mancanza di una maggioranza chiara, il capo di Stato incarichi un membro della Camera che possa ricevere il sostegno di due o più partiti presenti. Nel caso in cui il primo ministro incaricato non ottenga la fiducia entro 30 giorni dalla nomina, è previsto, al comma 3, che l’incarico sia assegnato al leader del partito col più alto numero di membri, sempre con un limite di 30 giorni per ottenere la fiducia. Ai sensi di questo comma Oli ha avuto il reincarico. Prima dello scioglimento della Camera e della convocazione di nuove elezioni entro sei mesi, è prevista, al comma 5, la possibilità di incaricare un membro della Camera dei rappresentanti che dimostri di poter ottenere la fiducia. Tutto il processo si deve compiere entro 55 giorni da quando il posto di primo ministro viene dichiarato vacante.

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