Nigeria, esercito: il leader dello Stato islamico Abu Musab al Barnawi è morto

Ad annunciarlo è stato capo di Stato maggiore delle forze armate nigeriane, Lucky Irabor

Abu Musab al Barnawi

Il leader del gruppo jihadista della provincia dell’Africa occidentale dello Stato islamico (Iswap), Abu Musab al Barnawi, è morto. Ad annunciarlo è stato capo di Stato maggiore delle forze armate nigeriane, Lucky Irabor. “Posso confermarvi autorevolmente che al Barnawi è morto”, ha dichiarato alla stampa Irabor, senza fornire dettagli su come o quando si sia verificata la morte. Finora Iswap non ha dato alcuna conferma della morte del suo leader, che già in passato era stato dato per morto, l’ultima volta alla fine di agosto. Figlio del fondatore di Boko Haram, Mohammed Yusuf, anch’egli ucciso dalle forze di sicurezza nel 2009 quando lanciò una guerra contro lo Stato nigeriano, Barnawi fu proclamato nel 2016 leader dell’Iswap, fazione scissionista di Boko Haram che in quell’anno giurò fedeltà allo Stato islamico e dichiarò guerra a Boko Haram, nel frattempo guidata da Abubakar Shekau, anch’egli ucciso nel maggio scorso. Negli ultimi mesi Iswap aveva avviato un’offensiva contro la fazione ribelle di Boko Haram, ingaggiando con Shekau una feroce battaglia che ha portato quest’ultimo – secondo le ricostruzioni più accreditate – a suicidarsi in una delle sue enclavi nella foresta di Sambisa.



Barnawi era ritenuto responsabile di numerosi attacchi avvenuti soprattutto contro strutture e truppe militari nella regione del lago Ciad e i miliziani a lui fedeli controllano tutt’ora vaste aree di territorio nel Borno settentrionale, dove impongono tasse alla popolazione locale. Secondo gli esperti, negli anni Barnawi e i suoi uomini hanno stabilito molte cellule sulle isole del lago Ciad e nei villaggi circostanti da dove i suoi combattenti hanno lanciato attacchi contro Nigeria, Niger e Ciad. La sua morte, dopo quella di Shekau, è quindi da considerarsi come un punto di svolta nella guerra contro il terrorismo, anche se gli esperti di sicurezza ritengono necessaria un’offensiva prolungata per decimare i due gruppi rivali e ottenere così una pace realmente duratura nelle regioni nordorientali della Nigeria dopo 12 anni dall’inizio dell’insurrezione.

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