Norvegia: Store pronto a formare la maggioranza con centristi e socialisti

Il leader laborista parlerà sia con il leader dell'Sp Trygve Slagsvold Vedum che con quello dell'Sv, Audun Lysbakken

norvegia Jonas Gahr Store

Il leader laborista norvegese, Jonas Gahr Store, si dice favorevole all’idea di formare un governo di maggioranza in cui siano coinvolti sia il Partito di centro (Sp) che il Partito della sinistra socialista (Sv), dopo l’esito delle elezioni parlamentari di ieri. Come riferisce l’emittente “Nrk”, Store parlerà sia con il leader dell’Sp Trygve Slagsvold Vedum che con quello dell’Sv, Audun Lysbakken, per cercare di trovare una piattaforma comune per un nuovo governo. “Abbiamo ricevuto dagli elettori un mandato forte per il cambiamento, di portata storica”, ha detto Store, parlando di “un corso nuovo e equo” per la Norvegia. Stando ai risultati preliminari, il centrosinistra otterrebbe almeno 100 dei 169 seggi del Parlamento norvegese, lo Storting. Già in serata la premier uscente Erna Solberg si è congratulata con Store per l’affermazione elettorale, mentre quest’ultimo nel suo discorso per celebrare la vittoria ha sottolineato che la grande maggioranza dei norvegesi ha votato per il cambiamento. Store ha annunciato che inizierà a trattare con altri due partiti per formare quella che ha definito la sua “coalizione dei sogni”, ovvero con Sv e Sp. I tre partiti supererebbero infatti gli 85 seggi necessari per avere la maggioranza in Parlamento. Non sembra dunque necessario per il Partito laborista il sostegno dei Verdi e del Partito rosso, che potrebbero tuttavia assicurare alla forza politica guidata da Store una maggioranza ancora più ampia per governare. La necessità di allargare la maggioranza a queste ultime due formazioni poneva però alla vigilia del voto seri dubbi sulla gestione del delicato dossier sull’energia e sulle licenze esplorative. Versi e Partito rosso hanno infatti espresso chiaramente la volontà di voler sospendere quanto prima lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas nel Paese e nel Mare del Nord, un tema di dibattito che in Norvegia rischierebbe di mettere a rischio decine di migliaia di posti di lavoro nel settore.



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