Verso il nuovo decreto Covid
Nel pomeriggio il Consiglio dei ministri

La proposta delle Regioni: zona gialla con 20% di terapie intensive e 30% di ricoveri ordinari

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Si tiene nel primo pomeriggio la cabina di regia del premier Mario Draghi con i capi delegazione sul nuovo decreto legge Covid e, successivamente, alle ore 17, il Consiglio dei ministri, per decidere sui nuovi parametri per le zone di rischio e sull’estensione della certificazione verde, il capitolo più controverso. Sul primo punto è arrivata ieri la proposta della Conferenza delle Regioni che suggerisce di stabilire, per la zona gialla, il limite massimo di occupazione dei posti letto in area medica del 30 per cento e quello delle terapie intensive al 20 per cento. “Si tratta – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga – di proposte che facciamo al governo, in un’ottica di collaborazione istituzionale, anche alla luce dell’attuale contesto epidemiologico – caratterizzato da un aumento dell’incidenza ma da una bassa occupazione dei posti letto ospedalieri – e dalla progressione intensa della campagna vaccinale”. Anche sull’uso della certificazione verde Covid, i governatori hanno elaborato alcune proposte “in un’ottica positiva, ovvero per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite. Ad esempio grandi eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi”. Sintesi tra le posizioni dei governatori che il presidente della Liguria e leader di Cambiamo, Giovanni Toti, definisce “un equilibrio ragionevole” basando “eventuali chiusure sulle ospedalizzazioni come primo parametro”. Lo ha detto, ai microfoni di “24 Mattino” su Radio 24. “Sul green pass invece tutti siamo d’accordo sull’utilità di usarlo per evitare le chiusure”, ha aggiunto. “La dicotomia è fra green pass e chiusure. La mia libertà di non vaccinarmi non può costringere un vaccinato a tornare ai tempi cupi del lockdown”, ha spiegato Toti.

Proprio sull’estensione della certificazione verde si registra soprattutto la posizione contraria della Lega a possibili restrizioni. Da settimane infatti nella maggioranza si discute per trovare un compromesso. Un’ipotesi potrebbe essere quello di mantenere il rilascio alla prima dose ma accelerando il ciclo vaccinale per completarlo il prima possibile, rendendolo obbligatorio per tutti i luoghi al chiuso, compresi i ristoranti. Doppia dose invece ovunque ci sia il rischio di assembramenti. “Green pass significa lotta alle restrizioni, va utilizzato in maniera graduale e proporzionata. Oggi per i ristoranti non serve ma se arrivassimo a 60 mila casi come nel Regno Unito allora sarebbe una misura necessaria per evitare le chiusure”. Lo ha detto Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, spiegando che la certificazione verde Covid “è un’opportunità da sfruttare laddove i contagi raggiungono numeri significativi che possono far introdurre delle restrizioni. Se la situazione epidemiologica dovesse portare ad un incremento cospicuo dei casi e secondo me in Italia supereremo i 10 mila per fine agosto, le alternative sarebbero le restrizioni o il green pass. Allora si può utilizzare il Green pass per i luoghi dove c’è maggiore assembramento fino alla piccola cosa quotidiana, come andare al ristorante”, ha affermato Sileri, secondo cui il Green pass scioglierebbe tanti nodi in tante situazioni della quotidianità che oggi sono bloccate. “Le discoteche sono chiuse, è meglio aprirle col green pass o tenerle chiuse? Direi che è meglio che siano aperte col green pass. Negli ospedali ci potranno essere molto più visite ai propri cari grazie al Green pass”, ha dichiarato ancora Sileri.

“Tutelare la salute sì – ha dichiarato Salvini – mettere in sicurezza chi ancora non è vaccinato sì, ma escludere dalla vita sociale domani per decreto 20-30 milioni di italiani assolutamente no”. Quanto al Green pass, “può essere uno strumento utile per accedere a grandi eventi come concerti o partite di calcio, non può diventare un ulteriore appesantimento burocratico per i cittadini”.

Anna Maria Bernini e Roberto Occhiuto, capigruppo di Forza Italia al Senato e alla Camera, in una lettera inviata ai senatori e ai deputati azzurri hanno scritto: “Non entriamo nel merito delle iniziative dei presidenti di Senato e Camera, che godono del nostro rispetto e che agiranno in completa autonomia, ma riteniamo utile, per il funzionamento in sicurezza delle istituzioni e per dare un segnale forte all’esterno, che tutti i senatori e tutti i deputati di Forza Italia debbano munirsi di Green pass. Stiamo chiedendo sacrifici ai nostri concittadini e stiamo introducendo, con il solo scopo di sconfiggere il Covid, nuove misure. Diamo un positivo esempio e agiamo anche noi in questa responsabile direzione”.

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