Nuovo governo in Israele: Lapid prosegue le trattative dopo l’accordo con Bennett

Nonostante i progressi vi sarebbero già frizioni sull’assegnazione di alcuni portafogli ministeriali

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Il premier di Israele incaricato e leader del partito Yesh Atid, Yair Lapid, prosegue i negoziati per la formazione di un governo di unità nazionale dopo aver incassato l’appoggio del fondatore della coalizione di partiti di destra Yamina, Naftali Bennett. Secondo i media israeliani, a un giorno dallo storico annuncio di Bennett, sono stati compiuti “progressi significativi” da parte delle squadre negoziali del cosiddetto “blocco del cambiamento” il cui principale obiettivo è tentare di formare un esecutivo che escluda il premier uscente e leader del Likud, Benjamin Netanyahu, al potere dal 2009. Il quotidiano “The Times of Israel” riferisce che i colloqui tra i quattro partiti che formano il “blocco” – Yamina, Yesh Atid, New Hope e Blu e bianco – proseguiranno per tutta la giornata. Nonostante i progressi positivi per un accordo di massima, vi sarebbero però già frizioni sull’assegnazione di alcuni portafogli ministeriali, con vari partiti che chiedono maggiori responsabilità nel governo che dovrebbe essere composto da almeno sette partiti.



Secondo il sito informativo “Ynet”, New Hope chiede che il suo deputato Yoaz Handel sia nominato ministro del Turismo o delle Comunicazioni, mentre attualmente i due dicasteri andrebbero, secondo indiscrezioni, a Yesh Atid. Se la richiesta del partito guidato da Gideon Sa’ar verrà accettata, quattro dei sei parlamentari di New Hope otterranno un ministero: Sa’ar sarà ministro della Giustizia, Yifat Shasha Bitton ministro dell’Istruzione, Zeev Elkin ministro dell’Edilizia, mentre un dicastero dovrebbe andare anche a Yoaz Handel. I partiti Blu e bianco e Yisrael Beytenu vorrebbero entrambi il ministero dell’Agricoltura. Inoltre, Yisrael Beytenu sta combattendo la richiesta fatta dalla parlamentare di Yamina, Ayelet Shaked, che ha chiesto la chiusura del ministero per lo Sviluppo del Negev e della Galilea e il trasferimento delle responsabilità del dicastero al ministero dell’Interno, che sarà guidato proprio dalla ex ministra della Giustizia.

In base all’emergente accordo di rotazione tra Yamina e Yesh Atid, Bennett dovrebbe mantenere la carica di primo ministro fino a settembre 2023 per poi passare il testimone a Lapid. I media israeliani, citando fonti interne ai negoziati, sostengono che Lapid prevede di annunciare già questa sera, o al massimo domani, la composizione della coalizione di governo. Lapid, che finora ha raggiunto accordi di coalizione informali con Yisrael Beytenu, Meretz e il Partito laburista, rilascerà una dichiarazione sui negoziati di coalizione in corso all’apertura di una riunione del suo partito Yesh Atid alla Knesset oggi pomeriggio. Mentre continuano i negoziati per formare un governo Bennett-Lapid, Netanyahu, che ieri ha accusato il leader di Yamina di tradire la destra e di aver “orchestrato la truffa del secolo”, intende continuare a fare pressione sui parlamentari di Yamina affinché disertino il partito e votino contro il governo. “Non intende arrendersi, e abbiamo visto che la situazione è fragile a destra, ma sarà quasi impossibile impedire la formazione del governo”, ha dichiarato una fonte anonima del Likud citata dal “Times of Israel”.



La nascente coalizione Bennett-Lapid dovrebbe avere il sostegno di 61 deputati nella Knesset su 120, quindi anche una singola defezione potrebbe privarla della maggioranza. La coalizione ha ancora bisogno del sostegno confermato del partito islamista Ra’am, che deve ancora impegnarsi pubblicamente a dare alla coalizione l’appoggio dei suoi quattro membri alla Knesset. Intanto, uno dei parlamentari di Yamina, Amichai Chikli, che ha già promesso di non unirsi a una coalizione con Lapid, ha dichiarato oggi che il partito ha infranto le sue promesse fondamentali all’elettorato. “Negli ultimi mesi, ho fatto tutto il possibile per garantire che Yamina ottenesse un risultato significativo nelle elezioni e che Naftali Bennett diventasse il primo ministro di Israele”, ha scritto Chikli su Facebook. “Ho creduto in lui, nella sua onestà, nel suo amore per Israele e nel suo sionismo, e l’ho sostenuto con tutta la forza (…) ma le cose sono cambiate”, ha dichiarato. Secondo Chikli, consentendo a Lapid di divenire premier, Bennett ha “violato le promesse di Yamina al suo elettorato”. Nel frattempo, un membro del partito di sinistra Meretz, Yair Golan, ha dichiarato all’emittente “Radio 103 Fm” che la sua formazione politica ha fatto molti compromessi per poter raggiungere un accordo con Lapid. “Stiamo rinunciando a molti dei nostri principi per rimuovere Netanyahu dal suo trono”, ha detto Golan. Se Lapid non riuscirà a raggiungere la maggioranza entro il 2 giugno, la Knesset avrà 21 giorni per accordarsi su un primo ministro; in caso contrario, Israele andrebbe alle sue quinte elezioni in due anni e mezzo.

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