Nuovo scandalo si abbatte sulle Olimpiadi di Tokyo: si dimette il direttore creativo

Il presidente del comitato aveva proposto di travestire da maiale una comica giapponese sovrappeso, Naomi Watanabe

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Il comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo si trova al centro di un nuovo scandalo mediatico, dopo quello che il mese scorso ha portato alle dimissioni del suo ex presidente ed ex primo ministro, Yoshihiro Mori, accusato di commenti sessisti. Il direttore creativo dei Giochi, Hiroshi Sasaki, ha presentato ieri le proprie dimissioni alla presidente del comitato, Seiko Hashimoto. Le dimissioni sono a seguito delle polemiche innescate dalla proposta di Hashimoto di travestire da maiale una nota comica giapponese sovrappeso, Naomi Watanabe, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi in programma la prossima estate. Il 66enne Sasaki era incaricato delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi; assieme alle dimissioni, l’ex direttore creativo ha rivolto scuse pubbliche a Watanabe. Secondo indiscrezioni di stampa, nelle intenzioni di Sasaki la proposta del travestimento, che sarebbe stata illustrata a suoi colleghi tramite la app di messaggistica istantanea “Line”, doveva fare di Watanabe una sorta di mascotte, giocando tra le parole “Olympics” (Olimpiadi) e “Olympig”. “E’ stata una espressione assai inappropriata delle mie idee”, ha scritto il direttore dimissionario. “Mi scuso sinceramente con lei e con le persone che si sono sentite offese“.



Il comitato organizzatore delle Olimpiadi estive di Tokyo ha fissato una riunione di alto livello lunedì, 15 marzo, per discutere il tema della partecipazione di spettatori stranieri ai Giochi. Durante l’incontro dovrebbe essere ufficializzata la decisione di non ammettere gli spettatori internazionali all’evento, già anticipata dalla stampa giapponese nei giorni scorsi, e apparentemente concordata con il Comitato olimpico internazionale (Cio). Il governo giapponese ha già stabilito che ammettere visitatori stranieri in occasione dei Giochi sia impossibile, in considerazione del quadro pandemico globale ancora complesso. Il presidente del Cio, Thomas Bach, ha dichiarato durante una conferenza stampa la scorsa settimana che le valutazioni in merito spettano al Giappone, e che l’organizzazione da lui diretta “rispetterà e accetterà la decisione”. All’incontro di lunedì dovrebbero prendere parte la presidente del comitato organizzatore dei Giochi, Seiko Hashimoto; il presidente del Comitato paralimpico internazionale, Andrew Parsons; la ministra delle Olimpiadi giapponese, Tamayo Murakawa; e la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike. Il Giappone ha chiesto ai Paesi che prenderanno parte alle Olimpiadi di Tokyo, in programma la prossima estate, di ridimensionare le delegazioni di capi di Stato, di governo e dignitari che si recheranno nel Paese in occasione dei Giochi. Lo hanno riferito nel fine settimana fonti governative citate dall’agenzia di stampa “Kyodo”. Il governo giapponese avrebbe chiesto in particolare di ridurre a non più di 11 persone il personale accompagnatore dei leader presenti all’evento. L’obiettivo di Tokyo è di ridurre il più possibile il rischio di propagazione del coronavirus, consentendo al contempo la “diplomazia olimpica” tra i Paesi nel corso dei Giochi.

Il governo del Giappone ha avviato i preparativi di carattere amministrativo per consentire l’accesso di atleti professionisti stranieri nel Paese dopo la revoca completa dello stato di emergenza pandemica nel Paese, in vista delle Olimpiadi estive in programma la prossima estate a Tokyo. Lo riferisce una fonte governativa anonima citata dall’agenzia di stampa “Kyodo”. Il governo giapponese starebbe predisponendo per gli atleti internazionali un’eccezione alle norme sull’immigrazione per “circostanze speciali”, simile alle esenzioni applicate a individui che necessitano di entrare in Giappone per ottenere assistenza umanitaria urgente o per altre ragioni di forza maggiore. Lo stato di emergenza proclamato lo scorso gennaio dal primo ministro del Giappone, Yoshihide Suga, scadrà a Tokyo e nelle prefetture dove è ancora in vigore il prossimo 21 marzo. Il provvedimento riguarderà anche gli atleti di nazionalità straniera ingaggiati da società sportive giapponesi di livello professionale. Ad oggi circa un centinaio di atleti stranieri della Lega calcistica professionale giapponese e delle società professionali di pallacanestro non sono in grado di rientrare in Giappone a causa delle restrizioni agli ingressi varate per contenere la pandemia.



Il governo del Giappone ha deciso di non consentire la presenza di spettatori stranieri alle Olimpiadi estive di Tokyo, in programma la prossima estate, dopo un rinvio di un anno dovuto alla pandemia di coronavirus. Lo hanno riferito fonti governative anonime citate dall’agenzia di stampa “Kyodo”, secondo cui l’esecutivo del premier Yoshihide Suga ha optato per una misura drastica tesa a contenere la diffusione dei contagi. Il governo giapponese e il comitato organizzatore dei Giochi terranno un incontro online con il Comitato olimpico internazionale (Cio) e con altre organizzazioni la prossima settimana, prima di annunciare formalmente la decisione. Dopo mesi di incertezze, e di indiscrezioni in merito alla possibile cancellazione dell’evento, Tokyo avrebbe concluso che accogliere visitatori da altri Paesi non è possibile, sia alla luce delle misure di emergenza ancora in vigore nell’area metropolitana di Tokyo a causa della pandemia, sia per i timori dell’opinione pubblica giapponese legati all’emersione di nuove varianti del virus a livello internazionale. Ad oggi il Giappone continua a bloccare l’ingresso di cittadini stranieri in linea di principio, anche per effetto delle difficolta superiori al previsto nel superare completamente l’ondata di contagi registrata nel Paese a gennaio.

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