Omicidio Cerciello Rega, domani la lettura della sentenza di primo grado

Il vicebrigadiere dei Carabinieri fu ucciso mentre era in servizio la notte del 26 luglio 2019

Cerciello Rega

Dopo oltre 40 udienze distribuite in anno e tre mesi di processo in corte d’assise a Roma, è prevista nella serata di domani la lettura della sentenza di primo grado del processo per l’omicidio di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei Carabinieri ucciso mentre era in servizio la notte del 26 luglio 2019, accoltellato dal giovane turista americano Finnegan Lee Elder. Una controversa vicenda iniziata in un’altra parte della città, nell’affollata Piazza Trilussa, nel pieno della movida trasteverina, dove Elder insieme al suo coetaneo e connazionale Gabriel Natale Hjorth, si sono ritrovati nella serata del 25 luglio, a cercare uno spacciatore da cui comprare una dose di cocaina. I due, entrambi californiani, avevano seguito insieme alcuni corsi in un college negli Usa. Elder, seppur giovanissimo, ha una vita caratterizzata da un abuso di sostanze cannabinoidi fin dall’età di 13 anni, è vissuto in un contesto familiare difficile, soggetto a manìe di persecuzione e che spesso ha tentato il suicidio. Nell’estate 2019 era in viaggio per l’Europa “per uscire dal tunnel” in cui si era cacciato.

Dalla Germania sarebbe dovuto volare fino a Barcellona per poi tornare in America ma decide di fare tappa in Italia e prolunga il viaggio fermandosi due notti a Roma nell’albergo Le Meridien nel quartiere Prati. Natale, invece, italo americano, come ogni estate era in Italia nella casa dei nonni a Fregene. I due si scambiano messaggi e decidono di passare insieme una serata, che poi diventano due, per godere della movida romana. Secondo quanto ricostruito anche nella fase dibattimentale del processo iniziato il 26 febbraio 2020, la sera del 25 luglio si ritrovano a in piazza Trilussa e la loro ricerca di cocaina approda, dopo alcuni tentativi, a Sergio Brugiatelli, che dice di non averla ma che sa dove trovarla. L’uomo li accompagna quindi in Piazza Mastai per incontrare un gruppo di spacciatori tra cui Italo Pompei il quale prende da Natale 80 euro e gli “rifila” una pasticca di tachipirina spacciandola per cocaina. In quel momento intervengono i carabinieri in borghese che già li seguivano da piazza Trilussa. Natale scappa, raggiungendo Elder che era rimasto ad attenderlo su una panchina, portando via la borsa di Brugiatelli.

Mentre tornano in albergo, nella borsa squilla il telefono del mediatore il quale, da un cellulare datogli in prestito, aveva chiamato la propria utenza per trovare un accordo con i due e riavere indietro la borsa. Si accordano quindi per la restituzione della somma e una dose di cocaina. Brugiatelli, però, aveva informato i carabinieri della richiesta estorsiva raccontando, però, solamente di essere stato derubato. Le difese degli imputati, invece, ipotizzano che i militari siano intervenuti dalla stazione carabinieri Farnese per “tutelare una loro fonte”. Comunque siano andate le cose e a ciò in cui ha creduto la giuria, togata e popolare, si saprà domani, fatto sta che alle 3 di quella notte la pattuglia in borghese composta da Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale, diversa dai colleghi intervenuti in piazza Mastai, arriva disarmata nel luogo che Natale aveva indicato per la restituzione della borsa.

“Disarmati nonostante le consegne militari – ha detto Varriale durante la sua deposizione nel processo in cui è anche parte lesa- perché lavorando in un contesto di giovani quale quello di Trastevere, e in abiti estivi, la pistola oltre ad essere visibile e facendo saltare la copertura era anche un pericolo portarla”. Elder invece era armato. Aveva un coltello da combattimento lungo 22 centimetri che aveva portato dagli Usa. Natale lo sapeva? Lui dice di no, la pubblica accusa sostenuta da Maria Sabina Calabretta, sostiene di sì e l’aspetto è fondamentale per il suo coinvolgimento pieno nell’omicidio. L’altro quesito è se i due carabinieri arrivati all’appuntamento in via Pietro Cossa si siano o meno qualificati, se hanno mostrato i distintivi. Le difese dei ragazzi sostengono che i due militari si siano avventati sui due americani senza dichiararsi; la procura sostiene il contrario e che l’aggressione sia stata perpetrata dagli statunitensi, dopo che i due carabinieri hanno mostrato loro i distintivi. Fatto sta che mentre Natale ingaggiava una colluttazione con Varriale, Elder ha pugnalato per 11 volte Mario Cerciello Rega. Fendenti inferti con tutti i 22 centimetri della lama, per undici volte, sia nel fianco sinistro che in quello destro del torace di Cerciello Rega.

Mentre i due sono scappavano, Varriale ha soccorso il collega lanciando l’allarme. Di lì a poco, Mario Cerciello Rega è morto in ospedale. La mattina dopo i due giovani sono stati individuati ed arrestati in albergo. Credere o non credere all’aspetto del distintivo è fondamentale e può valere o meno l’ergastolo. La procura, infatti, ha chiesto la massima pena per entrambi gli imputati sostenendo la volontà di uccidere che ha avuto Elder, non solamente nell’uscire armato e per il numero dei fendenti inferti, ma anche perché ha capito di avere di fronte le forze dell’ordine, tutto in concorso con Natale che lo ha aiutato anche a nascondere l’arma in albergo.

Le difese hanno chiesto invece l’assoluzione sostenendo la legittima difesa dei loro assistiti, i quali, non avendo visto i tesserini, avrebbero reagito a ciò che credevano essere un’aggressione da parte degli spacciatori a cui avevano portato via la borsa. Una vicenda molto controversa seguita da vicino, in aula, anche dall’ambasciata americana. Nella tarda serata di domani, la presidente della corte d’assise Marina Finiti, al termine della camera di consiglio che si svolgerà nell’aula bunker di Rebibbia, leggerà la sentenza. Ad ascoltarla ci sarà sicuramente la vedova Rosa Maria Esilio, che insieme al fratello di Mario, entrambi costituitisi parte civile, non hanno perso neanche una delle udienze. Le altre parti civili sono il carabiniere Andrea Varriale e il mediatore Sergio Brugiatelli relativamente alla tentata estorsione.

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